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Gavio taglia la catena, scatta la fusione tra Astm e Sias

di Laura Galvagni


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Un tratto dell’autostrada A4 Milano -Torino. (Fotogramma)

3' di lettura

Riassetto in casa Gavio. I consigli di amministrazione di Sias e Astm hanno approvato un’operazione di integrazione, da realizzarsi mediante la fusione per incorporazione di Sias in Astm, per semplificare la catena di controllo attraverso la creazione di una ’One Company’ quotata in Borsa. Prima dell’integrazione è previsto che Astm lanci un’Opa parziale sul 5% di Sias a un prezzo unitario di 17,5 euro. Sias e Astm, le società chiave della galassia Gavio, sono rimaste tutta la seduta sospese in Borsa in attesa di nota. E il mercato già si chiedeva se fosse arrivato il momento della maxi riorganizzazione. L’ipotesi di un piano di accorciamento della catena era da tempo sotto i riflettori di Piazza Affari. Tanto più a valle dell'assemblea dei soci Astm.

In quell'occasione, il presidente Gian Maria Gros-Pietro aveva dichiarato a proposito di un potenziale piano di integrazione delle due realtà: «Avendo due società è una cosa da tenere d'occhio, anche se al momento non c'è nulla». In precedenza, durante l'assise, a precisa domanda posta da un azionista, il numero uno aveva precisato: «Se riterremo di proporre un'operazione in materia ne daremo i dovuti annunci previsti per questo genere di transazioni. Una valutazione di massima può essere stata fatta ma le analisi sui costi e sui tempi richiederebbero elaborazioni e approfondimenti notevoli».

Complice l'ingresso del fondo Ardian nella compagine azionaria della galassia Gavio, l'idea è poi diventata un dossier concreto. Il fondo infrastrutturale è entrato con il 40% in Nuova Argo Finanziaria, la cassaforte della famiglia Gavio, che a sua volta detiene il 58,77% di Astm, azionista al 63,4% di Sias.

Dopo fusione il nuovo piano industriale

L'aggregazione tra le due realtà creerà di fatto un'unica società operativa nelle infrastrutture e nelle costruzioni, una grande piattaforma potenzialmente candidabile, date le dimensioni, a entrare sul listino dei big e ad attirare gli interessi di altri investitori. Tanto più ora che al rodato settore delle autostrade, già protagonista con l'espansione in Sud America («puntiamo sul Brasile perché è un Paese che crescerà», ha sottolineato l'ad Alberto Rubegni) si è affiancato il comparto delle costruzioni guidato dal recente sviluppo delle attività di Itinera. Post fusione tra Astm e Sias verrà presentato un nuovo business plan, visto che nascerà una «realtà industriale che possa crescere in modo efficiente e competitivo sia sui mercati nazionali sia sui mercati internazionali, anche con ricorso al mercato mediante operazioni di rafforzamento del capitale»

Concambio a 0,55 euro e recesso a 21,76 euro
La fusione tra Astm e Sias avverrà sulla base di un rapporto di concambio, determinato dai cda, pari a 0,55 azioni Astm per ogni azione Sias. Ai titolari di azioni ordinarie di Astm che non avranno concorso all'approvazione del progetto di fusione spetterà il diritto di recesso che ha un valore di
liquidazione pari a 21,76 euro per ogni azioni Astm. Da segnalare anche che, nell'ambito dell'Opa parziale sul 5% di Sias, la holding dei Gavio Aurelia avra' la facoltà di apportare massimo l'1,88% di Sias. L'azionariato post fusione
di Astm dipende dall'esito dell'Opa. In caso positivo Aurelia (holding dei Gavio) avra' il 6,335%, Nuova Argo Finanziaria (cassaforte al 60% di Nuova Aurelia e al 40% di Ardian) il 40,56% e la sua controllata Codelfa l'1,385% oltre al 6,968%
di azioni proprie. Oggi, inoltre, Gavio e Ardian hanno firmato un patto parasociale che manterrà Aurelia e Nuova Argo sempre sopra il 50% piu' uno dei diritti di voto. Sull'operazione Sias e' stata assistita, tra gli altri, da Mediobanca e BonelliErede.

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