la finestra sul cortile

Siate prudenti con il coronavirus, non con le azioni

di Ken Fisher*

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3' di lettura

Dopo il crollo di Piazza Affari, qual è la mossa giusta? Ricordate il famoso monito di Warren Buffett: «Abbiate paura quando gli altri sono avidi, e siate avidi quando gli altri hanno paura». Nessuno può prevedere con certezza quale sarà l’andamento dei mercati azionari nelle prossime settimane, ma il panico lascia presagire rendimenti sistematicamente più elevati dopo 6, 12 e 18 mesi.

In Italia e nel resto del mondo, le misure drastiche e senza precedenti adottate da società, governi ed enti non governativi stanno avendo un impatto profondo sull’attività economica. Le misure di isolamento imposte in Italia sono un esempio estremo, ma misure analoghe stanno prendendo piede ormai a livello globale. Se questa situazione dovesse persistere ancora a lungo, dobbiamo aspettarci una recessione.

Qualsiasi notizia sul virus basta ormai a mandare nel panico la gente. Le previsioni dei modelli di analisi sono inquietanti. Eppure, per le azioni, non sono queste stime a costituire il problema principale.

Innanzitutto, sono probabilmente esagerate. In secondo luogo, il COVID-19 finirà di fatto per ridurre silenziosamente il tasso di mortalità complessivo nelle due fasce più a rischio, causando solo sintomi influenzali non gravi nel resto della popolazione. In base al comprovato “Effetto Peltzman”, quando i timori riguardo a un dato fenomeno aumentano, le misure intraprese finiscono per ridurre il rischio di incidenza o i rischi paralleli o quasi paralleli.

Gli stessi provvedimenti adottati per evitare la propagazione del Coronavirus riducono l’incidenza e il tasso di mortalità di malattie più diffuse e caratterizzate da modalità di trasmissione analoghe come la normale influenza, la polmonite non influenzale e altre patologie dell’apparato respiratorio. Queste patologie stanno in effetti diminuendo più di quanto aumentino i decessi provocati dal virus COVID-19. In pochi se ne rendono conto e nessuno lo dice. Credeteci.

Certo, il COVID-19 è un fenomeno tragico per le persone più duramente colpite, ma il rischio per i mercati azionari è rappresentato dalle misure draconiane adottate da governi, imprese e istituzioni. La cancellazione di viaggi, eventi, attività commerciali e altri eventi pubblici dissemina il panico, provocando a sua volta enormi effetti secondari.

A ciò si aggiunga la perdita del fatturato associata alle spese dei consumatori in negozi, ristoranti e quant’altro. Senza contare la chiusura delle scuole: i genitori costretti a casa per prendersi cura dei propri figli non possono lavorare, il che riduce anche altre spese. Quanto più lunga sarà l’interruzione della normalità, tanto maggiori saranno le ripercussioni sull’economia.

Tutte queste interruzioni sono legittimi tentativi di contenimento, ma i dati statistici mostrano che tali iniziative sono già un fallimento globale in tutto il mondo occidentale. L’avete visto anche voi.

Il virus COVID-19 potrebbe scomparire con la stagione influenzale. Ne è convinto anche l’esperto cinese che ha coordinato la risposta all’epidemia di Coronavirus nel 2003. Se così fosse, i mercati azionari registrerebbero nuovi massimi storici più velocemente di quanto praticamente chiunque possa immaginare. Se invece il virus perdurasse e l’isolamento andasse avanti per mesi, ci sarebbe da aspettarsi una recessione globale.

In tal caso, ricordate: benché una recessione e un mercato ribassista provocati dalla reazione dei governi all’epidemia siano un fenomeno senza precedenti, i dati storici mostrano numerosi esempi di recessioni su scala globale. E c’è sempre stata una ripresa. Così come l’ultima volta - e ogni altra volta - il recupero avverrà prima di quanto molti si aspettino. E prima che venga rilevato... salvo dal rialzo dei corsi azionari. I dettagli cambiano di volta in volta, ma il monito di Buffett è sempre valido.

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