Il presidente della Lnd di calcio

Sibilia:«Tra i dilettanti a rischio almeno 3mila club»

Il vice presidente della Figc fa il punto sulla situazione del nostro calcio di base: «Siamo il campionato più vicino al territorio, ma servono contributi per superare questo difficile momento»

di Dario Ricci

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(Imagoeconomica)

Il vice presidente della Figc fa il punto sulla situazione del nostro calcio di base: «Siamo il campionato più vicino al territorio, ma servono contributi per superare questo difficile momento»


2' di lettura

«Quando tornare in campo? L'ultima parola spetta alle autorità politiche su parere di quelle scientifiche, ma noi vogliamo concludere la stagione con i verdetti del campo di gioco». Mentre il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina , tracciava la linea da seguire («condivido la speranza del ministro dello Sport Spadafora di poter ripartire il 4 maggio, con tutte le dovute cautele e garanzie; abbiamo elaborato - ha dichiarato il numero 1 federale - un protocollo sanitario rigido e attento ma flessibile che consegneremo sabato 18 aprile ai ministri Spadafora e Speranza. Serviranno 3 settimane di sicurezza, quindi a fine maggio inizio giugno si può iniziare»), il suo vice e presidente della Lega nazionale dilettanti (Lnd), Cosimo Sibilia, ne seguiva le tracce intervenendo a Radio24 durante la trasmissone «Tutti Convocati».

Il presidente della Lnd
Sibilia ha parlato della situazione del calcio dilettantistico alla luce dell'emergenza coronavirus , a iniziare dalle parole del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. «Condivido le parole di Spadafora - ha spiegato Sibilia -, mi rifaccio però anche a un'intervista di 20 giorni fa del ministro quando parlò di contributi alle società dilettantistiche, aspetto questa vicinanza nel concreto che deve venire dal Governo», facendo intendere che dei contributi auspicati e promessi ancora non s'è visto nulla. «Sono in contatto con i miei presidenti regionali e delegati provinciali - ha continuato Sibilia -, nelle zone più colpite hanno difficoltà a dire di riprendere campionati. Quando ci sarà la sicurezza spero che i responsi arrivino dal rettangolo di gioco. I tempi però li detta il virus, ma noi vogliamo tornare a giocare».

I dubbi sul futuro
Sibilia lancia inoltre l'allarme a proposito del futuro:« Abbiamo 65mila squadre e oltre 1 milione di tesserati. Se continua così rischiamo di perdere almeno 3mila società; se andrà peggio, potremmo arrivare a 20mila». Il presidente della Lnd dice poi la sua su un'eventuale ripresa: «Porte chiuse non è quello che auspichiamo, ma è un problema limitato, tolte alcune società come il Palermo che ha un seguito di 20mila persone. Alle nostre partite vengono un centinaio o due di persone, anche una cinquantina: direi che è una forma naturale di distanziamento sociale quasi “connaturata” nelle dimensioni dei nostri campionati, quindi potremmo giocare a porte aperte, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza».

Le garanzie per tornare in campo
Chiusura dedicata proprio alla questione dei protocolli di garanzia: «Nella Lnd abbiamo la necessità di essere sicuri da un punto di vista sanitario, con gli esami che devono essere sostenuti dalle squadre e dai lor staff. Quanto costano? Saranno sostenibili per i nostri club? Chi deve mettere le risorse per far sì che lo siano? Aspettiamo risposte per poter ripartire».

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