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Siccità, Curcio (Protezione civile): non è escluso un razionamento diurno dell’acqua

Il capo della Protezione Civile non esclude una chiusura temporanea nelle ore diurne. Si va verso la dichiarazione dello stato di emergenza

Siccita' Milano, ordinanza del Comune: fontane chiuse

2' di lettura

Non si può escludere «il razionamento diurno dell’acqua». Lo ha detto il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio,intervistato da Sky Tg24 sull’emergenza siccità che sta minacciando le rese agricole. «In alcune zone del Paese non è sicuramente escluso il fatto che il razionamento dell’acqua porti a una chiusura temporanea anche nelle ore diurne - ha detto Curcio- Bisognerà capire i segnali metereologici delle prossime settimane. Avremo anche dei momenti in cui l’acqua arriverà e probabilmente arriverà tutta insieme».

Curcio ha aggiunto che si sta lavorando sulla definizione di criteri e misure per la dichiarazione dello stato di emergenza. «Penso nelle prossime giornate, al massimo prossime settimane avremo chiare le misure e potremo fare la dichiarazione dello stato di emergenza» ha detto.

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Curcio: in Italia 40-50% pioggia in meno

L’emergenza, ha sottolineato Curcio, nasce anche dal dimezzamento della quantità di acqua piovuta negli ultimi anni. «Sono anni che parliamo di cambiamenti climatici, si discute su cosa siano i cambiamenti climatici, di come impattano sul nostro territorio questo periodo è una fotografia fedele di questi ragionamenti - ha detto - La fotografia italiana è un 40-50% di quantità di acqua piovuta in meno quest’anno rispetto alle medie degli ultimi anni. Abbiamo avuto fino al 70% di neve in meno».

La portata del Po, il principale fiume italiano, è arrivata a ridursi dell’80%. «Abbiamo fiumi come il Po, per esempio, uno dei fiumi più importanti a livello nazionale per le vita che intorno a quel fiume si sviluppa, che ha portate fino all’80% in meno - ha evidenziato Curcio -Quindi abbiamo una situazione generalizzata di carenza di risorse idriche, quindi generale carenza di pioggia. In alcune aree diventa impattante in maniera assolutamente importante a livello agricolo, a livello ittico, produzione dell’energia elettrica. La situazione è generalmente complessa in tutto il Paese».

Allarme incendi, 6 volte di più del 2020

Curcio ha sottolineato anche la crescita degli incendi, arrivati a moltiplicarsi rispetto ai valori raggiunti negli ultimi anni. Gli incendi quest’anno sono più del doppio dell’anno scorso e oltre 6 volte di più del 2020. «Dal 15 di giugno a ieri ci sono state quasi 199 schede di intervento contro le 80 del 2021 e le 30 del 2020. Siamo molto preoccupati», ha dichiarato Curcio.

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