la disfida di bracciano

Siccità, ricorso del Campidoglio al Tribunale delle acque

di Nicoletta Cottone

Il lago di Bracciano

2' di lettura

Il Campidoglio ha fatto ricorso al Tribunale delle acque contro la seconda ordinanza emanata dalla Regione Lazio relativa alle captazioni dal lago di Bracciano. Nel ricorso la sindaca della Capitale Virginia Raggi chiede l’annullamento, previa sospensione, dell’ordinanza di regolamentazione del livello idrometrico del lago di Bracciano del 28 luglio 2017.

Stop delle captazioni dal 1° settembre
L’attuale accordo raggiunto dalla Regione Lazio, a seguito di una trattativa con il ministero dell’Ambiente, prevede che Acea, la multiutility della Capitale, possa prelevare acqua dal lago di Bracciano, anche se in forma ridotta, dai 1.100 litri al secondo di prima a 400 litri fino al 10 agosto e poi 200 litri fino al 31 agosto.

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La nuova ordinanza regionale stabilisce poi il blocco delle captazioni dal 1° settembre. L’accordo faticosamente raggiunto evita il razionamento dell’acqua paventato dalla multiutility per 1,5 milioni di romani. Il Tribunale delle acque - dopo la prima ordinanza della Regione Lazio che interrompeva le captazioni dal lago di Bracciano - aveva già rigettato il ricorso che Acea aveva presentato contro la decisione regionale di bloccare i prelevamenti.

Minnucci: dalla Raggi richiesta di prelievi senza regole
La notizia dei ricorso del Campidoglio al Tribunale delle acque è stata resa nota dal deputato del Pd Emiliano Minnucci, che da anni vive ad Anguillara con la sua famiglia. «Per la Raggi - ha scritto sul profilo Facebook - i prelievi non solo non devono essere bloccati a fine mese ma devono perdurare nel tempo e senza regole secondo le esigenze esclusive di Acea. Con quest'ultimo atto la Raggi insulta i nostri territori e calpesta quel punto di complicato compromesso che la Regione Lazio era riuscita a individuare».

Acea: piano straordinario di riparazione delle perdite
L’ad di Acea Stefano Antonio Donnarumma, ha annunciato giovedì che «è partito un piano straordinario di riparazione delle perdite su oltre metà della rete: si lavorerà tutto agosto». Il razionamento dell'acqua a Roma, ha detto, «ad agosto è stato scongiurato, per il prosieguo dipenderà dalle Autorità», considerando che la deroga della Regione Lazio per i prelievi dal lago di Bracciano, seppur ridotti, «scade il 31 agosto, quindi per settembre vedremo».

L’esposto dei sindaci del lago
Il 20 giugno i sindaci del lago di Bracciano (di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano e Bracciano) con i presidenti del Parco Naturale di Bracciano e Martignano e del Consorzio di navigazione hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per accertare le responsabilità della «inquietante condizione ambientale in cui si trova l'ecosistema del bacino lacustre di Bracciano a rischio di ulteriori mutamenti e conseguente disastro ambientale». Nell’esposto lamentano maggiori captazioni dal lago rispetto a quelle autorizzate e l’assenza delle saracinesche di apertura e chiusura e del sifone - previste dal parere vincolante alla concessione del 1990 - che dovrebbero consentire di bloccare le captazioni «non appena il livello dell’acqua scende sotto la soglia minima di m. 161,9».

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