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Sicilia, 40 nuove ville di lusso Rocco Forte su 50 ettari a Sciacca

Ampliato il progetto del golf resort Verdura, da 25 si sale a 65 residenze a cinque stelle

di Vincenzo Chierchia

I punti chiave

  • Il progetto
  • La strategia
  • Gli obiettivi

2' di lettura

Rocco Forte rilancia sulla Sicilia ed in particolare sull’area di Sciacca (Agrigento) dove il gruppo turistico partecipato da Cdp possiede un golf resort, il Verdura, molto noto a livello internazionale, cui di recente si è affiancato lo storico hotel Villa Igiea di Palermo.

Ma è nell’area di Sciacca che si concentrano i nuovi investimenti, cui Forte ha fatto riferimento in questi giorni annunciando appunto i nuovi sviluppi.

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Accanto al resort e ai campi da golf di Verdura, Rocco Forte ha puntato di recente anche a un investimento complementare, realizzando già 25 ville di lusso indipendenti nell’ambito di un accordo di programma quadro pubblico-privato con Invitalia e con il comune di Sciacca.

«Abbiamo le autorizzazioni e sono state approvate le varianti urbanistiche per realizzarne un’altra quarantina su 50 ettari di aree verdi, abbiamo riscontrato un grande interesse e molte residenze sono già state vendute» ha detto l’imprenditore italo-britannico intervenendo ad un convegno sul turismo a Sciaccamare, resort del gruppo Mangia, situato sempre nell’area. Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema del termalismo in questa parte della Sicilia.

Forte ha focalizzato l’attenzione anche sulle Terme di Sciacca, di proprietà della Regione, chiuse da 7 anni, un patrimonio in liquidazione e tuttora alla ricerca di un partner privato che possa gestirle e rilanciarle.

«Se non si è ancora trovato un imprenditore disponibile ad intervenire - ha detto Forte - è perché fino ad oggi non è mai stato fatto un bando internazionale in modo intelligente». Per l’imprenditore italo-britannico, inoltre, sempre a Sciacca manca un porto turistico: «Se ci fosse, i margini di crescita del settore aumenterebbero ulteriormente». Infine previsioni e valutazioni sull’impatto del conflitto ucraino. «La gente vuole viaggiare, e dopo due anni di pandemia le prospettive per il nostro turismo sono ottime: prevediamo un numero di ospiti record, in arrivo in particolare dagli Stati Uniti» ha sottolineato Forte. Ridimensionato l’allarme sui russi: «Si tratta di una fetta di mercato assai limitata, intorno al 3% del totale, mentre per quanto riguarda i turisti americani parliamo di numeri molto più significativi, tra il 30 e il 40%» ha concluso.

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