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Sicilia e Puglia campionesse per fotovoltaico potenziale

di Jacopo Giliberto

 Prevista la sostituzione di pale ultraventennali con altre più avanzate ed efficienti

2' di lettura

Sicilia seconda in Italia, dopo la Lombardia, come potenziale solare. Un potenziale fotovoltaico ipotizzato attorno ai 12mila megawatt. Cioè entrambe le regioni, Lombardia e Sicilia, hanno le caratteristiche ideali per costruire centrali fotovoltaiche in modo intensivo e compulsivo. Beninteso, tra le due regioni ci sono differenze economiche, geografiche e sociali che spostano il modo di posare i possibili moduli fotovoltaici. Nell’abitatissima e costruitissima Lombardia, dove perfino il terreno incolto costa una fucilata, le istallazioni solari si prestano soprattutto sui tetti dei capannoni industriali e delle case. La Sicilia gode invece di una insolazione unica in Europa — migliore insolazione significa maggiore redditività del modulo solare — e ciò rende l’investimento fotovoltaico su terreno agricolo molto più competitivo rispetto a colture meno redditizie. Nella graduatoria fotovoltaica dello studio «Verso l’autonomia energetica italiana: acqua,vento, sole, rifiuti le nostre materie prime», realizzato da The European House Ambrosetti con l’A2A, seguono la Puglia (terza, circa 10mila megawatt) e poi un manipolo di regioni dell’Alta Italia e del Centro.

L’energia del Mezzogiorno

Che il Mezzogiorno d’Italia sia uno dei poli europei dell’energia è una cosa risaputa. È sufficiente ripercorrere la mappa per ritrovare alcuni dei grandi metanodotti (l’Azerbaigian con il Tap fino in Puglia; le condutture dall’Algeria e dalla Libia approdano in Sicilia), le raffinerie più rilevanti (come Sarroch, Taranto, Priolo, Milazzo, Augusta), i giacimenti (in mare ci sono Vega, Perla e Prezioso e i giacimenti dell’Adriatico Meridionale, ma anche Argo e Cassiopea; sulla terraferma l’area fra Gela e Ragusa e soprattutto Val d’Agri e Tempa Rossa). Le grandi centrali, come Brindisi Cerano. E nel Sud c’è tutta la nuova energia, dalla bioraffineria di Gela che ricava idrocarburi non petroliferi dai rifiuti fino alle rinnovabili.

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Le rinnovabili vanno dall’idroelettrico (uno nome per tutti, la diga siciliana dell’Àncipa) al solare fino all’eolico che pervade le creste delle montagne del Mezzogiorno in modo a volte invasivo. Questa è la caratteristica delle fonti rinnovabili: non sono dove fa comodo, dove piace alla pianificazione, dove garba agli “ecologisti” del no-a-tutto; le vallate strette e ricche d’acqua, le creste ventose e i declivi soleggiati sono dove sono, incuranti dei nostri gusti paesaggistici.

Il vento del Sud

Dice lo studio Ambrosetti-A2A che (nell’ordine) Puglia, Sicilia e Sardegna sono le regioni italiane più beneficiate dal vento. (Ultime, le grandi regioni delle pianure padana e veneta). «Con 13.300 megawatt complessivi Sicilia, Puglia e Sardegna rappresentano il 63% dell’opportunità di sviluppo», dice sull’eolico la ricerca.Lo studio Ambrosetti-A2A dice anche che in Sicilia, Puglia, Lombardia e Piemonte è concentrato circa il 44% di produzione e il 43% di potenza di fonti elettriche rinnovabili addizionali.

Il tema spinoso dei rifiuti

Attenzione — ammonisce la ricerca sull’autonomia energetica italiana realizzata da The European House Ambrosetti con A2A — a quella risorsa energetica troppo spesso rifiutata, e il termine “rifiutata” non è scelto a caso. Gli italiani gettano via e respingono nella spazzatura o nelle fogne quantità enormi di materiali ad alto contenuto energetico. Un esempio, i fanghi prodotti dai depuratori. Fatti fermentare, sono una fonte inesauribile di metano non fossile che sostituisce quello estratto dai giacimenti e importato con i gasdotti. «Nel complesso, l’Italia ha un’opportunità di recupero energetico da rifiuti e fanghi di depurazione superiore a 8 milioni di tonnellate». E il Mezzogiorno getta nelle discariche questa risorsa.

Riproduzione riservata ©
  • Jacopo Gilibertogiornalista

    Lingue parlate: italiano, inglese

    Argomenti: ambiente, energia, fonti rinnovabili, ecologia, energia eolica, storia, chimica, trasporti, inquinamento, cambiamenti climatici, imballaggi, riciclo, scienza, medicina, risparmio energetico, industria farmaceutica, alimentazione, sostenibilità, petrolio, venezia, gas

    Premi: premio enea energia e ambiente 1998, premio federchimica 1991 sezione quotidiani, premio assovetro 1993 sezione quotidiani, premio bolsena ambiente 1994, premio federchimica 1995 sezione quotidiani,

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