sviluppo locale

Sicilia, flop degli investimenti per le zone interne

di Nino Amadore


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Parco dei Nebrodi

3' di lettura

Voleva essere un modello di programmazione dal basso, di efficienza e coerenza nella spesa del fondi dell’Unione europea ma la Strategia nazionale per le Aree interne non è ancora decollata anzi, si può dire, non è neanche entrata nella fase di rollaggio. Una strategia che resta, per ora, un esperimento incompiuto così come del resto ha riconosciuto il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, nella relazione inviata al Cipe qualche settimana fa. Ne è un esempio la Sicilia: la fase di programmazione si sta rivelando più lunga del previsto anche, a volte, per la scarsa qualità degli amministratori locali. 

La Regione – oggi guidata da Nello Musumeci – con il Po Fesr Sicilia 2014-2020 ha stanziato, a suo tempo, per le Aree interne 155 milioni, di cui 86 milioni per il digital divide, l’accessibilità, la salute e l’istruzione e 69 milioni per la tutela del territorio, la valorizzazione delle risorse naturali/culturali e del turismo sostenibile, i sistemi agroalimentari e lo sviluppo locale, il risparmio energetico e le filiere locali di energia rinnovabile, e l’artigianato. Per ciascuna Area sono previsti circa 31 milioni di euro provenienti dal Po Fesr, cui si aggiungono altre risorse a valere su altre fonti di finanziamento.

Delle cinque Aree interne previste nell’isola solo una, quella delle Madonie, è in una fase avanzata e si può dire quasi pronta a spendere le prime risorse: è arrivata alla cosiddetta fase attuativa cioè i potenziali beneficiari possono presentare i progetti da finanziare con il Po Fesr Sicilia 2014-2020.
In questo caso, la copertura finanziaria degli interventi previsti dell’Accordo di programma quadro sottoscritto nell’autunno scorso ammonta a 37,867 milioni.

Le altre Aree interne (Simeto-Etna, Nebrodi, Terre Sicane, Calatino) sono più o meno indietro. Caso molto particolare, quello dell’Area interna Simeto-Etna, che si piazza al secondo posto per stato di avanzamento. In questo caso, la Giunta regionale ha approvato alla fine di gennaio lo schema dell’Accordo di programma quadro e, secondo il dipartimento Programmazione della Regione, a breve verrà avviata la sottoscrizione dell’Apq. La copertura finanziaria degli interventi previsti dalla bozza di Accordo di programma ammonta a 31,814 milioni. In verità le cose, da quelle parti, si sono complicate a causa di un conflitto tra due visioni: quella del presidio partecipativo di cui fanno parte oltre 40 associazioni e quella dell’amministrazione comunale di Adrano (comune del catanese che è capofila). «Ora che si lavora per sottoscrivere l’Accordo di programma quadro e pubblicare i primi bandi in fase di attuazione, qualcosa sembra cambiato - sostengono i rappresentanti delle associazioni -. Presidio e Università che, con le attività del Patto di Fiume, hanno dato contributi sostanziali alla buona riuscita del percorso Snai, dall’auto-candidatura fino all’approvazione della Strategia, non sono stati invitati al tavolo della discussione, nonostante le diverse sollecitazioni avanzate al Comune capofila Adrano». Nel frattempo ad Adrano è stato perso il finanziamento di circa un milione e mezzo a valere sulla legge 205/2017 (articolo 1 comma 853) per la messa in sicurezza di un edificio pubblico, l’ex Macello di Adrano, destinato a completare il quadro di progetti a supporto della Strategia. «I fondi - spiega il Presidio - erano stati già stanziati e in parte trasferiti nelle casse del Comune e sono andati persi per ritardi e inadempimenti locali ancora da chiarire. Il fatto ha deluso e preoccupato quei soggetti che fattivamente avevano contribuito, nella fase di co-progettazione, alla definizione di questo e altri interventi, in una cornice coerente fatta da azioni in connessione tra loro come in un puzzle. Perdendo un primo pezzo del puzzle, si genera il timore che se ne perdano altri, oltre a sfaldare l’organicità di un ragionamento costruito con fatica e impegno da parte di una molteplicità di persone».

Avanza a piccoli passi la programmazione dell’Area interna Nebrodi che dovrebbe avere una dotazione finanziaria di 34 milioni. Secondo il dipartimento alla Programmazione, la Strategia d’area è in via di definizione e a breve dovrebbe essere convocata la commissione interdipartimentale di valutazione. sempre sulla base del monitoraggio del dipartimento regionale alla Programmazione risultano ancora più indietro l’Area interna Sicani (che ha iniziato l’attività di elaborazione della Strategia d’Area) e l’Area interna Calatino il cui preliminare è stato approvato nel gennaio 2018 dalla Commissione interdipartimentale regionale ma non è stato ancora approvato dal Comitato tecnico nazionale Aree interne.

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