Ambiente

Sicilia, oltre 32mila abusi edilizi ma solo mille demolizioni eseguite

La maggior parte degli abusi sono concentrati nelle aree urbane con il record di Catania per numero (1.832) e di Palermo per estensione (248mila metri cubi)

2' di lettura

Decine di migliaia di abusi edilizi censiti in Sicilia, oltre cinquemila ordini di demolizione firmati dalle procure siciliane ma appena un quinto eseguiti. Secondo i dati dell'assessorato regionale Territorio e Ambiente aggiornati al mese di marzo in Sicilia ci sono 31.981 abusi edilizi. La maggior parte sono concentrati nelle aree urbane con il record di Catania per numero (1.832) e di Palermo per estensione (248 mila metri cubi).

Marsala svetta tra i non capoluoghi

Fra i capoluoghi Messina totalizza 992 abusi e Siracusa 718. Fra i comuni non capoluogo Marsala svetta su tutti con 1.148 casi e 185 mila metri cubi abusivi. Solo su una piccola parte di questi abusi pende un'ordinanza di demolizione che poi nell'ottanta per cento dei casi rimane lettera morta per la mancanza di risorse per abbattere immobili abusivi o parti di questi.

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Il caso recente di Catania

Proprio nei giorni scorsi il Gip di Catania ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura etnea in merito ad un procedimento penale riguardante presunti abusi edilizi compiuti nell’area archeologica di Santa Venera scaturito da un esposto denuncia presentato nel 2016 dal Codacons alla Procura della Repubblica di Catania in seguito ad alcune segnalazioni ed ordinato una ‘investigazione suppletiva'. Lo rende noto lo stesso Codacons in una nota in cui si afferma che “che ciò, si spera, consentirà di accertare se l’intervento edilizio sia avvenuto in variazione essenziale, in totale difformità o in assenza del permesso”.

Demolizioni, una strada in salita

Due demolizioni effettuate dai Comuni nel distretto di Palermo nel 2020, altre due nel distretto di Catania, zero in quello di Termini Imerese dimostrano come le procure siciliane abbiano le mani legate nel far demolire gli abusi edilizi se il proprietario rifiuta di farlo. La procedura, scaduti i termini concessi al proprietario dell'immobile abusivo, prevede che sia la procura a nominare un consulente che stimi il costo della demolizione e individui la ditta con i requisiti necessari. Ditta incaricata e preventivo di spesa vengono poi inviati ai Comuni di competenza per l'inizio della procedura.
Se l'ente locale ha le risorse le stanzia direttamente, altrimenti chiede l'anticipo del finanziamento al fondo di rotazione della cassa Depositi e Prestiti. Un fondo ad hoc per le demolizioni di 500 mila euro. Solo a quel punto la demolizione può partire, sempre che non pendano ricorsi al Tar o ci siano sanatorie ancora aperte.

A Palermo un pool di magistrati

La procura di Palermo si è dotata di un sofisticato database per il censimento di tutte le pratiche di demolizione continuamente aggiornato dal pool di sostituti procuratori e dalla squadra di polizia giudiziaria della municipale che si occupa di abusivismo edilizio. Ma il quadro chiaro e aggiornato delle pratiche non basta ad abbattere la montagna di fascicoli non definiti.

Secondo i dati inseriti nell'ultima relazione dell'anno giudiziario dalla procura generale su Palermo, i casi di demolizione ancora aperti sono 757 di cui 28 appena inseriti nel database del tribunale. Per 484 di queste pratiche l'autorità giudiziaria ha emesso l'ingiunzione a demolire, per altre 201 è in corso la valutazione del perito di quanto costa la demolizione mentre 72 fascicoli sono all'attenzione della Corte dei Conti. Il totale dei fascicoli archiviati è 178 con 96 casi di autodemolizione, 69 sanatorie, 6 prescrizioni e soltanto due demolizioni da parte dell'Amministrazione comunale.

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