rischio disimpegno automatico

Sicilia troppo in ritardo nella spesa dei fondi Ue, si va verso la riprogrammazione

di N.Am.


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(Fotolia)

3' di lettura

Ogni giorno il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci si alza e sa di dover correre. Perchè il tempo passa e le probabilità che la Sicilia non raggiunga il target fissato per il 2018 per la spesa dei fondi comunitari aumentano sempre di più. Con il rischio concreto del disimpegno delle somme.

Che la situazione fosse drammatica lo si sapeva. Che non vi fosse altra strada se non quella di agire e in fretta è stato chiarito dai rappresentanti dell’Unione europea nell’ambito dell’ultimo Comitato di sorveglianza che si è tenuto a Palermo a metà marzo. Una doccia fredda per il presidente insediato da poco più di quattro mesi. «Chiedo all’Unione europea di guardare con clemenza a una nuova classe dirigente siciliana - ha detto in quell’occasione il governatore siciliano - Sul Por Fesr ad oggi sono stati attivati circa 2,5 miliardi di euro, il 55% della dotazione. Sono stati effettuati pagamenti per 100 milioni. Abbiamo avanzato formale proposta di riprogrammazione del Programma, guardando prima di tutto alle grandi infrastrutture, che ci emarginano ancora. Abbiamo attivato i dipartimenti regionali per accelerare la spesa. Non abbiamo trovato un parco progetti adeguato. Non ci nascondiamo dietro un dito ma ci vuole un po’ di tempo per rimettere in ordine la Regione».

I numeri, come si suol dire, sono bastardi e quei numeri bocciano senza appello la Sicilia: su una dotazione complessiva di 4,557 miliardi distribuita in dieci assi prioritari è vero che è stato impegnato il 55,3% (2,523 miliardi) . E la spesa? «Si è molto in ritardo» dice Nicolas Gilbert-Morin, responsabile della Commissione Ue per Italia e Malta: «Al 31 gennaio 2018 la spesa presentata è pari allo 0,37% della dotazione a fronte di una media italiana del 4,5 per cento. Si tratta di un gap sostanziale che rappresenta una forte criticità per il raggiungimento dell’obiettivo di fine anno».

A conti fatti (sulla base delle indicazioni di Gilbert-Morin) la Sicilia ha presentato alla Ue una spesa di poco più di 16,8 milioni a fronte di un target da raggiungere entro la fine del 2018 di 758.215.816. Un obiettivo che la Regione spera di raggiungere e superare: «Per il primo trimestre 2018 è previsto l’avvio di ulteriori procedure per 326 milioni, mentre per il secondo trimestre la previsione è di altri 175 milioni. Le procedure in corso di definizione, invece, ammontano a 287 milioni. Inoltre sono state approvate misure correttive per centrare gli obiettivi di spesa a fine anno, con le previsioni di arrivare a una spesa di 820 milioni, con cui si centrerebbero, superandoli, gli obiettivi previsti dai regolamenti comunitari ». Il tutto inserendo ovviamente progetti in corso di realizzazione la cui spesa è «imputabile al Programma» (i cosiddetti progetti sponda) come quello per il potenziamento della banda ultralarga e la tratta Stesicoro-aeroporto della Circumetnea di Catania, i cui lavori sono in corso o ancora la tratta B del raddoppio ferroviario Palermo-Carini e il secondo tratto della statale 640, Agrigento-Caltanissetta. Una manovra approvata dal Comitato di sorveglianza che ha consentito di portare intanto la spesa della Regione a 550 milioni. Una spesa che però va presentata, ovvero comunicata, all'Unione europea.

Misure che certo consentirebbero alla regione di superare la nottata ma non la metterebbero al riparo da altri problemi. Gilbert-Morin è stato chiaro e ha anche indicato i sette punti su cui bisogna intervenire per evitare problemi in futuro: «Non so se il Po Fesr Sicilia diventerà bellissimo - ha detto - ma la Sicilia può farcela. Se mette a punto un piano di azione per raggiungere gli obiettivi di spesa e il performance framework di quest’anno».  Almeno sette le raccomandazioni, si fa per dire, di Gilbert-Morin: «Ci vuole personale che lavori all’attuazione del programma. Ci sono carenze di personale, sia qualitative che quantitative. Bisogna nominare urgentemente la nuova Autorità di gestione: ci vuole una persona a tempo pieno. Ciò non toglie merito a Vincenzo Falgares per il lavoro svolto». Per sostituire il dirigente spostato in applicazione dello spoil system la giunta regionale ha dato il via libera un avviso pubblico. Una buona notizia è arrivata ieri anche se siamo ancora lontani da un atto definitivo ai fini della spesa dei fondi Ue:  c’è il via libera al piano stralcio dei rifiuti della Regione, apprezzato la scorsa settimana dalla giunta regionale: ora l’atto dovrà passare dalle commissioni di merito dell’Ars e diventerà efficace dopo con un decreto del presidente della Regione. Per il Piano rifiuti definitivo, che potrebbe sbloccare i 170 milioni di fondi comunitari fermi a Bruxelles, bisognerà aspettare: i tecnici e i consulenti della Regione sono al lavoro e il Piano, che deve essere approvato dall’Ars, sarà presumibilmente pronto per la fine dell’anno.

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