ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa fotografia di Legambiente

Sicurezza delle scuole a rischio: meno di un edificio su due ha il certificato di agibilità

Il XX Rapporto Ecosistema Scuola: gli istituti posti in zona sismica 1 sono l'8,8%, tra questi solo il 20,2% risulta progettato o adeguato alla normativa tecnica di costruzione antisismica

di Andrea Carli

Scuola, Bianchi: decisione su chiusure difficile ma responsabile

6' di lettura

La sicurezza degli studenti quando si trovano a scuola dovrebbe essere un principio assodato, e lo dovrebbe essere sempre, anche in un periodo come quello attuale nel quale la didattica a distanza, per frenare la corsa dei contagi coronavirus, prende spesso il posto della presenza fisica in aula. Allo stato attuale sei milioni di studenti sono costretti a seguire le lezioni da casa.

Dovrebbe. Ma non è così: ancora oggi meno di un edificio scolastico su due dispone del certificato di agibilità (42,1%) e di collaudo statico (47,6%). Ricade in area sismica 1 e 2 il 43% delle scuole, di cui solo poco più del 30% è costruito con la tecnica antisismica; più dell'87% degli edifici è sotto la classe energetica C. Non è stato ancora bonificato l'amianto in 145 edifici (in gran parte al nord) di quelli oggetto d'indagine, frequentati ogni giorno da 28.500 studenti. La metà delle scuole non ha impianti per lo sport e solo il 55% circa ha la mensa scolastica. Dati medi nazionali che, lungo i vent'anni di indagine, mostrano la permanenza di un costante divario tra nord, centro, sud e isole.

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A mettere in evidenza lo stato di salute precario dell’edilizia scolastica è il XX Rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente, pubblicato oggi. Il dossier di quest'anno riporta i dati raccolti su 87 comuni capoluogo, restituendo una fotografia circa lo stato di salute di 6.156 edifici e quanto le amministrazioni si stanno adoperando per renderli più sicuri e sostenibili e garantire servizi a sostegno delle famiglie e dei quasi 1,2 milioni di studenti che li frequentano. Il report viene pubblicato nel momento in cui si stanno pianificando gli investimenti delle risorse del Recovery Plan, di cui l'ultima versione prevede per l'edilizia scolastica 6,8 miliardi di euro. «Risorse importanti che rischiano, tuttavia, di non portare ai risultati auspicati, e necessari, se non verranno affrontate alcune criticità, ormai croniche», sottolinea l’indagine.

A cominciare dal fatto che in sette anni meno della metà dei progetti finanziati per l'edilizia scolastica è stato concluso. Dal 2014 al 2020, su 6.547 progetti previsti, 4.601 sono stati finanziati e solo 2.121 portati a termine.

Il ministro Bianchi: oltre 1 mld per edilizia delle Superiori

«Non aspettiamo il Recovery per avere le risorse» ha detto il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi in collegamento con il convegno di Legambiente. «Iniziamo a lavorare soprattutto nel Sud. Il cambio di passo, facciamolo insieme: non c'è il governo e il mondo che aspetta, dobbiamo rimetterci tutti in movimento, solo così usciamo dalla crisi e dall'emergenza. Dobbiamo avere scuole sicure». Il responsabile della scuola ha annunciato la firma di un decreto sull'edilizia scolastica che assegna 1 miliardo e 125 milioni di euro per interventi di manutenzione straordinaria sulle scuole secondarie di secondo grado. Una nota del Miur pubblicata nel pomeriggio ha dato notizia della firma del provvedimento. Il decreto ministeriale attribuisce le risorse economiche direttamente alle Province, alle Città metropolitane e agli enti di decentramento territoriale per interventi di messa in sicurezza, riqualificazione energetica e nuova costruzione.

Nemmeno il 19% delle scuole al Sud ha certificato di agibilità

L’immagine che viene fuori è quella di un patrimonio edilizio vetusto e poco curato nel tempo. Circa il 58% delle scuole non ha certificazioni base come l'agibilità. Ne dispone il 57,5% degli edifici del Nord ma solo il 18,9% di quelli del Sud e il 19,6% delle Isole. Gli edifici con certificato di prevenzione incendi sono invece il 55,9%: va ricordato che si tratta di una certificazione che, secondo il decreto ministeriale 26 agosto 1992, sarebbe dovuta diventare appannaggio di tutte le scuole entro 5 anni dall'entrata in vigore del provvedimento. Il termine negli anni è stato più volte prorogato, l'ultima con il decreto legge 59/2019, con differimento al 31 dicembre 2021.

Più del 76% delle scuole nelle isole in area sismica 1 e 2

Uno dei nodi è quello della manutenzione, ordinaria e straordinaria. Oggi, per una media nazionale di interventi di manutenzione urgente delle scuole del 29,2% e una spesa media nazionale per la manutenzione straordinaria per edificio di quasi 71mila euro, questa urgenza viene dichiarata dai capoluoghi del sud per il 31,5% degli edifici, con una spesa media per edificio di circa 41mila euro (la media nazionale è quasi 71mila). Nelle Isole con oltre il 63% degli edifici che necessitano di interventi urgenti diventa addirittura di 5.500 euro. La principale emergenza rimane per questi territori la messa in sicurezza degli edifici, che raggiunge un livello di allarme nelle Isole, che pur avendo più del 76% delle scuole in area sismica 1 e 2 (la media nazionale di scuole in area sismica è di circa il 19%), vede solo il 6,3% degli edifici progettati o adeguati alla normativa antisismica (la media nazionale ricordiamo è del 30,8%).

Il gap tra importo stanziato e spesa effettiva

L’indagine di Legambiente mette in evidenza la differenza che intercorre tra l'importo stanziato per la realizzazione delle opere e la spesa effettiva. Per un importo totale stanziato di 3.359.614.000 euro, l'importo totale finanziato è di 2.416.370.000 euro e l'importo finanziato dei progetti avviati di 1.415.747.000 euro: passaggi in cui viene “perso” ogni volta circa un miliardo di euro.

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Più fondi per manutenzione straordinaria, meno capacità di spesa

Seppure gli stanziamenti in manutenzione straordinaria nel 2019 crescono leggermente rispetto alla media annua degli ultimi 5 anni, diminuisce tuttavia la capacità di spesa: quella media per edificio scolastico è di 15.357 euro contro i 16.273 euro nel quinquennio precedente. Cresce la capacità di spesa in manutenzione ordinaria che passa da una media di 5.679 euro a edificio, relativa agli ultimi 5 anni, a 6.597 euro, a fronte di uno stanziamento rimasto pressoché costante di circa 7.200 euro.

Efficientamento energetico: è divario Nord - Sud

Anche sul fronte dell'efficientamento energetico occorre accelerare, visto che in media solo il 15% degli edifici è stato oggetto di questo tipo di interventi, e ridurre la forbice fra i diversi territori, che va dal 19% di scuole efficientate al Centro Nord, ad appena il 2,4% al Sud e al 9,3% nelle Isole.

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L’annosa questione dell’amianto non bonificato

Non solo. Ci portiamo ancora dietro annosi problemi come la presenza di amianto non bonificato in 145 edifici frequentati ogni giorno da 28.500 studenti (gran parte concentrati al Nord) dei 6.156 oggetto d'indagine.

Solo cinque scuole su dieci hanno la mensa scolastica

Per quanto riguarda la presenza di spazi educativi collettivi, la metà delle scuole non ha impianti per lo sport e solo circa il 55% ha la mensa scolastica. Dal punto di vista della mobilità, il servizio di scuolabus è passato, dal 2010 al 2018, dall'interessare quasi il 33% degli edifici al 23%, senza lo sviluppo di una mobilità alternativa casa-scuola, le cui pratiche ecocompatibili rimangono al palo come il pedibus (6% delle scuole) e il servizio di bicibus (0,1% e solo al nord). Differenze territoriali enormi anche rispetto alle classi a tempo pieno, praticato quasi in una scuola su due secondo la media nazionale, ma con il 67,8% di scuole con classi a tempo pieno nel centro Italia, quasi il 40% nel nord, il 9,5% nel sud e il 18,4% nelle isole.

Progetti per under 14: stanziamento medio irrilevante

Un altro indicatore dello stato di salute dell’edilizia scolastica sono gli investimenti che le amministrazioni fanno in servizi e progetti a favore delle scuole, delle famiglie e dei ragazzi. Tra i servizi a favore delle famiglie, soprattutto quelle dove entrambi i genitori lavorano, vi è il tempo pieno e il pre e post scuola. Nei Comuni capoluogo di provincia i plessi scolastici con classi a tempo pieno, sono in media, il 45,7%, dato che arriva al 67,8% nel caso delle scuole del Centro Italia e scende in modo significativo al 9,5% al Sud. Se il 78,1% dei Comuni finanzia progetti educativi nelle scuole, quelli che investono in progetti e iniziative extrascolastiche rivolte agli under 14 sono il 50,8%. Investimenti che nel caso dei progetti educativi nelle scuole vengono fatti da tutte le amministrazioni del Centro e da un'amministrazione su due nelle Isole, mentre a sostenere progetti e iniziative rivolte agli under 14 sono almeno un'amministrazione su due al Nord e al Centro, una su tre al Sud,nessuna delle Isole.

Per questi servizi, rileva l’indagine di Legambiente, lo stanziamento medio a studente risulta assolutamente irrilevante, 7,60 euro nel caso di progetti educativi nelle scuole e 4,60 euro per progetti specifici rivolti agli under 14, come ludoteche, teatro per ragazzi, centri estivi e altre iniziative. Occorre migliorare anche su questo punto. Si tratta di occasioni che aiutano i ragazzi a interagire tra di loro. Consolidano i rapporti tra gli studenti. Occasioni importanti, che lo saranno ancora più quando potranno tornare sui banchi, mettendosi definitivamente alle spalle l’esperienza delle lezioni davanti a un pc.

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