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Sicurezza, turismo e fotografia: la nuova vita del drone

Ecco una guida per gli appassionati di fotografia che vogliono imparare a spiccare il volo

di Luca Tremolada

3' di lettura

Partire in vacanza con un patito della fotografia può rivelarsi una esperienza drammatica se non condividete con lui le stesse passione. Ma ancora peggio vi può andare se l'abbinamento è foto-drone.

Prepararsi a usare un drone

La gestione di un quadricottero è una pratica time-consuming, per usare un eufemismo, che rischia di prendervi minuti preziosi del vostro tempo libero: carica il drone in auto, scarica il drone, monta, smonta, accendi, metti in carica, fai decollare, fai volare, fai atterrare e a volte, spesso, vai a cercare dove si è cacciato.

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Poi c'è la preparazione che vuole dire scegliere la location, accertarsi di non avere persone intorno, calcolare la portata della linea visuale, accertarsi di avere un osservatore, accertarsi di sapere quello che si sta facendo.

La normativa

Per fortuna da un anno i droni sono usciti definitivamente da un far west normativo. Dal 31 dicembre 2020 entra in vigore il nuovo regolamento europeo per l’utilizzo di droni per uso ricreativo e professionale che ha armonizzato quello che accadeva nei paesi. Con l'entrata in vigore del nuovo regolamento europeo, anche per i droni sopra i 250 grami (ndr era stato scritto 2,5 Kg, chiediamo scusa) di peso serve l’obbligo dell’attestato di competenza e di immatricolazione.

Oltre all'immatricolazione e all'osservanza della normativa europea Gdpr, nel senso che non si può violare la privacy delle persone o, per esempio, far volare il proprio veicolo sopra un aereoporto o una caserma militare. Le spese non sono eccessive, ma occorre allocare un po' di tempo (e di ore di guida) per acquisire sicurezza, non essere un pericolo per chi vi sta intorno e potere concretamente ambire a tornare con riprese degne del migliore filmino vacanziero. Sempre a patto di avere il migliore drone a disposizione per la bisogna.

Come scegliere il drone giusto

Per fortuna le ultime generazioni di quadricotteri hanno compiuto passi da gigante. Tutti dotati di fotocamera sono più sicuri, più compatti e hanno una autonomia di volo finalmente accettabile. Da almeno due anni siamo usciti dall'era pionieristica con dispositivi consumer in grado di viaggiare per non più di dieci minuti e un telaio talmente leggero da renderli ingestibili.

Per semplicità ci concentreremo su droni consumer o semi-professionali. Anche perché oggi la classificazione dei droni è funzionale, li scegli in base a quello che ci vuoi fare. E sempre più spesso oltre all'ebbrezza del volo la componente maggioritaria è quella di chi vuole usare i droni per riprese o foto spettacolari.

Le due cose, va subito specificato, spesso non coincidono. Se volete un drone per le foto dovete concentrarvi sulle caratteristiche della fotocamera (zoom, risoluzione e dimensioni del sensore). Per i video invece dovete stare attenti ad avere un sistema di stabilizzazione a prova di bomba. Quanto alle dimensioni tenete in considerazione che se volete portarvelo in vacanza il drone non sta nella valigia.

Per essere ancora più espliciti stiamo parlando di micro e mini droni. Un drone medio è di almeno due metri. Anche per quelli più piccoli occorre quindi assicurarsi che i bracci siano ripiegabili. Per spegnere l'entusiasmo del neofita vale la pena ricordare che la maggior parte dei droni per utilizzo non professionale ha un'autonomia dai 10 ai 31 minuti per carica. Se non volete diventare pazzi e ottimizzare il tempo meglio portarsi dietro più batterie ed essere sicuri di avere la funziona di ricarica veloce.

Il capitolo sicurezza

Salendo di prezzo ci sono funzioni che rendono la guida più tranquilla. Per esempio, il sistema satellitare permette di orientare il drone direttamente sulla mappa. Il numero di sensori che ricostruiscono l'ambiente 3D è un buon indicatore per valutare la stabilità del volo.

I modelli più avanzati sono in grado di rilevare oggetti in movimento, evitare gli ostacoli o seguire un oggetto. Queste funzioni in parte spingono in alto i prezzi che vanno da un centinaio di euro per i modelli “casalinghi” o giocattolo ai duemila euro dove c'è più attenzione alla qualità dei materiali, rotori, eliche e appunto funzioni di guida.

Per i droni sportivi, il discorso è un po’ più complesso. Possiamo però anticipare che la funzione Follow me non può mancare. E soprattutto non è un mestiere per tutti.

Articolo aggiornato il 7 agosto 2021 ore 10:19

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  • Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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