Sostenibilità

Siddùra, bottiglie più leggere per risparmiare vetro (riciclato)

Aumenta l’impegno per l’ambiente della cantina sarda che ottimizza le risorse idriche e non utilizza prodotti fitosanitari

di Davide Madeddu

Una tenuta Siddùra

2' di lettura

Vetro riciclato e più leggero, ottimizzazione e risparmio delle risorse idriche e nessun impiego di prodotti fitosanitari. La cantina Siddùra di Luogosanto punta sulla sostenibilità apportando una serie di cambiamenti all'intera filiera, dalla coltivazione dei campi alla vendemmia per finire con le bottiglie per il vino. L’ultima decisione riguarda proprio l’utilizzo delle bottiglie per la commercializzazione dei vini Siddùra. Con la nuova vendemmia si userà solamente vetro riciclato con un peso che non superi i 550 grammi, con un risparmio di vetro, rispetto allo scorso anno, di circa 100 grammi a bottiglia. Un valore che diventa importante giacché l'intera produzione del 2020 è stata di 250 mila bottiglie.

«Siddùra è nata con un'idea di sostenibilità ben precisa: nel mondo dell'agricoltura essere sostenibili è un dovere, non una scelta commerciale o di marketing», dice Massimo Ruggero, amministratore delegato della cantina. La decisione non si limita alla sola scelta delle bottiglie. «Attenzione all'ambiente e diminuzione dell'impatto dei residui di lavorazione: ci avviciniamo sempre di più alla filosofia dei Paesi del Nord Europa – prosegue Ruggero –. Da anni loro applicano questi principi per ridurre l’utilizzo di plastica, vetro e carta e su tutto il materiale di confezionamento dei prodotti agroalimentari».

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Tra le iniziative, improntate verso la transizione ecologica e portate avanti dalla cantina, anche l'eliminazione dei prodotti fitosanitari nella lavorazione dei campi e l'utilizzo di tecniche all’avanguardia per il risparmio dell’acqua. Il tutto attraverso quella che è stata ribbattezzata irrigazione intelligente che «consente di distribuire l’acqua nella misura necessaria alla crescita delle piante. In questo modo si evita anche il minimo spreco e si salvaguardano le risorse idriche»

Sono le piante stesse, attraverso un sistema di piccole sonde posizionate negli strati più profondi del terreno, a comunicare all’agronomo il quantitativo esatto di acqua della quale hanno bisogno. «Abbiamo dato la voce alle piante – argomenta il manager – che chiedono di aprire o chiudere il rubinetto in base alle loro reali esigenze».

A questi aspetti legati alla tecnica si sommano poi le peculiarità dei luoghi, dettate da altitudine, pendenza dei campi e vento di maestrale. Sono questi i tre elementi che creano il microclima di Siddùra. Per controllare questo specifico microclima, la cantina di Luogosanto si avvale di una stazione meteo di monitoraggio che verifica il grado di umidità delle singole piante. Questo sistema consente quindi di prevenire eventuali malattie dei vigneti e agire per tempo in modo naturale, così da evitare l'utilizzo di prodotti fitosanitari.

«Nonostante le gelate abbiano colpito anche la Gallura, il sistema di protezione delle piante ha reagito con la nascita di nuove gemme – conclude l'amministratore delegato –. Rispetto agli anni passati sembra che non ci sarà una vendemmia troppo anticipata, il microclima di Siddùra fa sì che esista, dal giorno alla notte, una escursione termica tale da attenuare gli effetti prodotti dalle alte temperature registrate durante il giorno. Questo sbalzo termico, dunque, prolunga i tempi di maturazione dei frutti delle piante. I vitigni stanno rispondendo bene, dobbiamo aspettare ancora qualche giorno per avere una esatta percezione della resa. Siamo certi però che anche quest'anno la qualità sarà altissima».

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