Difesa

Sigonella perno della strategia Nato nel Mediterraneo

di Nino Amadore


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3' di lettura

Il nome in codice è DYMA19 e sta per Dynamic Manta, in concreto una esercitazione della Nato al largo delle coste siciliane per fornire a tutti i militari partecipanti un addestramento di guerra complesso per migliorare interoperabilità e competenza nelle attività anti-sottomarino e anti-guerra di superficie. In pratica è una delle esercitazioni che servono ogni anno all’Alleanza atlantica a testare la capacità operativa sott’acqua e non solo.  Ed è la conferma, se vogliamo, del ruolo strategico della Sicilia e in particolare di Sigonella, la base Nato siciliana scelta anche per il sistema Ags (Alliance ground surveillance) il cui programma di base, si legge sul sito Nato Alliance ground surveillance management agency, «si sta muovendo con decisione verso il completamento e la verifica delle prestazioni a livello di sistema».

Si tratta di un sistema di controllo che prevede un segmento aereo e uno terrestre: il segmento aereo è basato su cinque droni-spia RQ-4B Global Hawk Block-40 di ultima generazione, prodotti dalla holding statunitense Northrop Grumman. I droni potranno volare con un raggio d'azione di 16.000 km, sino a 18.000 metri di altezza e a una velocità di 575 km/h: i dati rilevati dai velivoli saranno inizialmente analizzati a Sigonella e poi smistati grazie alle reti criptate della Nato.

Il 30 gennaio, è stato firmato il Contratto quadro iniziale di supporto in servizio tra l'agenzia di gestione Ags della Nato (Nagsma) e Airbus, per la fornitura di servizi di supporto e il mantenimento delle unità Mobile general ground Station (Mggs) di Airbus che sono già presenti a Sigonella e integrate nel segmento terrestre Ags della Nato. Il prossimo importante traguardo Ags sarà il volo dei veivoli della Nato Ags Global Hawk dalla California alla sede operativa principale di Sigonella. Seguirà una verifica delle prestazioni a livello di sistema che comprenderà l'intero sistema Ags, i segmenti aereo e terrestre e poi il passaggio di consegne alla forza Ags della Nato.

L’esercitazione di cui parliamo, invece, si è svolta alla fine di febbraio e vi hanno partecipato dieci Paesi Nato, tremila tra marinai e ufficiali, otto mezzi aerei, unità navali di superficie e sottomarine: l’Italia, per dire, ha partecipato con la fregata classe Fremm “Alpino”, il sommergibile classe 212 “Sciré” e gli HH-101 e SH-90 del 3° e 5° Gruppo elicotteri della Marina militare. E non è un caso che questa esercitazione, che punta ad affinare le capacità di guerra anti-sottomarino, si svolga proprio nello Jonio, al largo delle coste siciliane: l’occhio resta puntato sempre su Mosca e ai movimenti dei russi ma anche al Medio Oriente.

Ai sottomarini provienienti dalla Grecia, dall’Italia, dalla Spagna, dalla Turchia e dal Regno Unito, sotto il controllo del Comando Nato, si sono unite nove navi di superficie provenienti da Paesi Bassi, Canada, Spagna, Italia, Turchia, Francia e Grecia. L’Italia, in quanto nazione ospitante, ha fornito supporto nel porto di Catania, nella base elicotteri della marina a Catania e nella stazione aerea navale di Sigonella, così come il supporto logistico (operazioni di rifornimento, assistenza medica e alloggi per il personale) nella base navale di Augusta.

Per supportare l'ambiente multi-threat simulato, sei aerei da pattugliamento marittimo e 2 elicotteri provenienti da Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti hanno operato dalla base aerea di Sigonella e della marina italiana di base a Catania, sotto il controllo del personale della Nato.

«L'esercitazione annuale anti-sottomarino della Dynamic Manta rimane una delle esercitazioni più impegnative e un'eccellente opportunità per le forze navali delle nazioni della Nato di mettere in pratica e valutare le loro abilità anti-sottomarino in un ambiente difficile - spiega il contrammiraglio Andrew Lennon, comandante Nato -. Questa esercitazione è un’occasione unica per potenziare le capacità di combattimento bellico delle forze navali in un ambiente multinazionale e multi-threat. Apprezziamo l’eccezionale sostegno della Marina italiana che è necessario per rendere possibile questo esercizio stimolante ed efficace».


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