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Sigourney Weaver: «Nessun regista mi ha vista come femme fatale»

di Nicoletta Cottone

Festa Roma, Sigourney Weaver: non sottovalutate la fantascienza

3' di lettura

Mai un ruolo romantico, da femme fatale. «Quando ho iniziato la mia carriera sognavo Shakespeare, ma mi sono trovata protagonista di una carriera completamente diversa. Mai una fidanzata o un amante». Parola di Sigourney Weaver, protagonista ieri di un incontro ravvicinato alla Festa del cinema di Roma. La bellissima attrice 69enne è considerata soprattutto un'icona del genere fantascientifico: la sua Ellen Ripley in Alien è un ruolo cult, con cui è stata la prima donna nella storia degli Oscar a ricevere una nomination per un film di fantascienza. Poi ci sono stati Ghostbusters, Avatar. Un genere per l'attrice sottovalutato.

Da Alien ad Avatar, un carriera piena di successi
La sua carriera vanta successi indimenticabili, oltre ad Alien e Avatar, da Tempesta di ghiaccio a Una donna in carriera. Elegantissima in una tunica rossa e avorio («È il mio vestito più italiano», ha detto ridendo), l'attrice ha regalato ai suoi fan selfie e autografi sul red carpet della Festa, dove sono comparsi anche fan con i costumi di Ghostbusters. Altissima, un metro e 85, ha raccontato che quasi sempre i produttori la facevano sedere prima di affrontare un colloquio con lei («per non sfigurare accanto a me».

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Nichols il regista più divertente, Ridley amava l’improvvisazione
Sullo schermo scorono alcuni spezzoni di film: Ghostbusters di Ivan Reitman («Pochi comprendono quanto sia complesso e difficile il genere della commedia»); Una donna in carriera di Mike Nichols («il regista più divertente e colto con cui ho lavorato»); Gorilla nella nebbia di Michael Apted, sulla vita di Dian Fossey; La morte e la fanciulla di Roman Polanski («Era una storia che sentiva molto personale»); Tempesta di Ghiaccio di Ang Lee («Bastava ci guardassimo per capire cosa fare»), Avatar di James Cameron e Alien di Ridley
Scott («Ridley amava moltissimo l'improvvisazione, e ha funzionato, non sapevo mai cosa sarebbe successo sul set»).

#metoo?Un passo fondamentale per la qualità sul posto di lavoro
Cosa penso del movimento #metoo? «Era ora che le cose cambiassero è un passo fondamentale nella lotta per la qualità sul posto di lavoro. Donne coraggiose si sono fatte avanti e hanno avviato una rivoluzione». Secondo l'attrice, che sarà fra i protagonisti dei sequel di Avatar di James Cameron («la fantascienza è il genere più vicino alle grandi domande sull'esistenza»), «l'industria dei lavoratori del cinema, volevano che le cose cambiassero, penso tutti abbiamo fatto un sospiro di sollievo. Ora per uomini donne ci sono più possibilità, un terreno di maggiore uguaglianza e rispetto. Negli usa questi movimenti sono stati accolti con favore dalla maggiorparte delle persone».

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«Mi hanno ingaggiata registi fantasiosi»
È stata spesso interprete ddi ruoli di donne forti: «Sono una donna alta e molti produttori trovavano che io suscitassi interesse negli uomini. Non riuscivano a vedermi come fidanzatina del protagonista e infatti l'ho recitata solo in Un anno vissuto pericolosamente ma era una sceneggiatura fantastica. Nella mia carriera a ingaggiarmi sono stati sempre registi molto fantasiosi, come Peter Weir, James
Cameron o Ridley Scott». Tra i registi con cui le piacerebbe lavorare ci sono Martin Scorsese e Luca Guadagnino: Lui mi ha già chiesto di essere in due suoi film. Uno non l'ha più girato e l'altro non ho potuto farlo».

Tra i ruoli sfuggiti quello di Julia Childs
Tra i ruoli che le sono sfuggiti c'è quello della cuoca star della tv americana Julia Childs, interpretata da Meryl Streep in Julia & Julia : «Ero una sua grande fan, ed ero alta come lei, mentre Meryl no. Comunque ho amato molto il film». Affascinata dalla regia? «Mi piacerebbe e ogni tanto ci sono stata vicina, ma ho una figlia unica e starei troppo tempo lontano da lei».

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