Fondi pensione

Silenzio/assenso nel pubblico impiego anche per il settore privato

L’intervento del Direttore generale del fondo pensione Perseo Sirio, rivolto ai dipendenti pubblici

di Maurizio Sarti (*)

2' di lettura

Mentre nel settore privato si pone, giustamente, l'esigenza di avviare una nuova edizione del conferimento del TFR a previdenza complementare, anche attraverso il silenzio assenso, nel settore pubblico, con l'accordo tra Aran e OOSS del 16 settembre dello scorso anno, si è messo mano a ridisegnare le modalità di adesione dei neoassunti al fondo pensione negoziale Perseo Sirio, in attuazione della legge 205/2017, anche mediante forme di silenzio assenso e il correlato diritto di recesso.

L'accordo pone l'accento su tre punti di novità:

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1.L'obbligo, da parte degli enti datori, di dare una compiuta informazione sulla previdenza complementare e sul fondo pensione di categoria a tutti i neoassunti

2.La facoltà del lavoratore, entro sei mesi dall'informativa, di aderire compiutamente e in modo esplicito al Fondo oppure negare tale volontà; in assenza di espressione esplicita scatta il “silenzio assenso”;

3.La possibilità, dopo l'iscrizione per silenzio assenso, entro il mese successivo, di recedere dall'adesione.

L'informazione è alla base della libertà di scelta e bene hanno fatto, prima il legislatore e poi le parti, a sottolinearne l'importanza e poi a strutturarne le modalità di attuazione e, il Fondo, a mettere in evidenza la rilevanza della consapevolezza nella scelta con la campagna “#scegliconsapevolmente”.

Nessuno si deve sentire costretto o tirato per la giacchetta, tutti devono avere il tempo e gli strumenti per decidere. Sei mesi dalla prima informativa da parte del proprio datore di lavoro e, poi, un ulteriore mese, in caso di adesione silente, dalla comunicazione del Fondo, sono tempi più che sufficienti per decidere consapevolmente del proprio futuro previdenziale. Peraltro, in un percorso così delineato, il silenzio diventa una scelta, una modalità cosciente di adesione e non, come qualcuno paventa, una trappola.

Un percorso diverso quello del pubblico impiego, dove è improprio parlare di silenzio assenso, in quanto si presenta più come un mezzo che come un fine.In tema d'informazione, però, questo potrebbe non bastare. Occorrerebbe un impegno a tutto campo da parte delle istituzioni, continuativo e non episodico, sulla previdenza complementare, anche attraverso la “Pubblicità Progresso”.


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