imprenditrici delle start-up

Silicon Valley, dopo Uber esplodono le denunce per molestie sessuali

(EPA)

2' di lettura

Molestie sessuali, volgarità, ricatti e discriminazione: il mondo delle start-up tecnologiche al femminile è scosso da denunce di abusi. Gli scandali non sono affatto circoscritti a Uber, costretta a un’epurazione dei vertici compresa la cacciata del fondatore e Ceo Travis Kalanick: sotto accusa è il trattamento che numerose neo-imprenditrici hanno per anni subito dal gotha di Silicon Valley, a cominciare dai grandi investitori, venture capitalists e uomini d’affari al cuore del lancio e del successo di nuove società.

Il j’accuse ha trovato eco sulle pagine del New York Times, che ha raccolto le testimonanze di una trentina di giovani imprenditrici. Dieci di loro hanno accettato di fare nomi e cognomi degli investitori sotto accusa, rompendo un muro di omertà, silenzio e paura di essere ostracizzate. In un mondo gia' dominato dal sesso maschile, tra gli imprenditori come tra gli investitori: l'anno scorso start-up avviate da uomini hanno rastrellato 58,2 miliardi di dollari contro gli 1,5 miliardi raccolti da aziende fondate da donne.

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I nomi chiamati in causa sono importanti e le loro azioni nella maggior parte dei casi non sono state smentite al Times: ecco Chris Sacca di Lowercase Capital. E John McClure di 500 Startups. Il sito The Information ha nel frattempo acceso i riflettori sulla lunga “carriera” di abusi sessuali a opera del capitalista di ventura Justin Caldbeck di Binary Capital, finanziaria adesso chiusa. La spirale delle denunce è stata tale che Reid Hoffman, co-fondatore di LinkedIn, ha proposto che gli investitori hi-tech d’ora in avanti firmino un decency pladge, un impegno alla decenza.

Tra le denunce c’è quella delle fondatrici del sito social Wethos, Rachel Renock, chief executive, e le sue partner di business Claire Humphreys e Kristen Ablamsky. Durante un giro di fundraising per raccogliere mezzo milione sono state oggetto di ripetuto commenti sessisti e denigratori da parte di potenziali investitori. Susan Wu, imprenditrice e investitrice, ha riportato approcci fisici di Sacca durante una conferenza nel 2009 e ieri l’ex dirigente di Google si è scusato auspicando un cambiamento della cultura nel settore.

Alcuni, isolati casi avevano già fatto scalpore. Nel 2015 Ellen Pao aveva portatato in tribunale il suo allora datore di lavoro per discriminazione e abusi - Kleiner, Perkins, Caulfield & Byers. Una causa persa ma che fece discutere. Nel 2014 Geshe Haas, imprenditrice, respinse e riportò le avance di un investitore, Pavel Cudra, che da allora si e' poi scusato.

Un crescente numero di donne d’affari ha ora seguito quell’esempio, incoraggiate dalle crepe emerse a Silicon Valley. Sarah Kunst, imprenditrice, ha fatto sapere di essere stata oggetto di espliciti messaggi su Facebook di McClure. Katrina Lake, che ha creato una start up di abbigliamento, Stich Fix, fu vittima di Caldbeck, come lo fu Lindsay Meyer, che venne baciata a forza e molestata. Wendy Debt, di Cinemmerse, specializzata nelle app per gli smartwatch, ricevette inviti esplicitamente sessuali da Marc Canter, consulente di start-up.

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