Industria

Silver economy, rischi e opportunità per l’Italia in grigio

di A.Mac.

(Anastassiya - stock.adobe.com)

3' di lettura

Un bambino ogni cinque anziani: l’impietoso resoconto dell’Istat dei giorni scorsi non lascia scampo. Un fenomeno demografico irreversibile che inchioda l’Italia sul podio dei paesi più vecchi del mondo, con una popolazione in calo costante e un numero crescente di popolazione anziana. Ma c’è un «ma»: la possibilità di trasformare questa debolezza del paese in un punto di forza, ripensando le politiche e guardando alla silver economy con occhi nuovi: con l’allungamento dell’aspettativa di vita aumentano le età e con esse le opportunità di un mercato che galoppa al ritmo del 5% l’anno, secondo i dati della Commissione Ue.

POPOLAZIONE ITALIANA: PROIEZIONI E DATI REALI
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«Il 60% dei consumi in Europa e negli Stati Uniti è rappresentato dagli over 50, età che per la Ue segna l’inizio della silver age. Ciò significa che ci sono molte opportunità per prodotti e servizi innovativi» ha spiegato Walter Ricciotti, ceo di Quadrivio Group, intervenuto ieri all’evento sulla silver economy organizzato dal Sole 24 Ore e aperto da un intervento del direttore, Fabio Tamburini.

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La società finanziaria ha lanciato un fondo di private equity da 400 milioni che investe in aziende attive nella prevenzione, la qualità della vita, l’assistenza domiciliare e la supply chain per il settore sanitario. «L’Italia in questi ambiti ha molte eccellenze e noi siamo pronti a investire nei primi mesi del prossimo anno» ha annunciato Ricciotti. Sul ruolo dell’Italia gli fa eco, sul piano politico, la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti che, in un videomessaggio, ha confermato: «L’Italia ospiterà la quinta Conferenza internazionale sull’invecchiamento attivo nel giugno 2022 a Roma e questo nell’ottica di un’assunzione di responsabilità attraverso una guida condivisa che possa accompagnare la vita delle persone». La ministra ha ribadito: «L’invecchiamento attivo è una delle sfide strategiche che il nostro governo sta affrontando per la ripartenza e la ricostruzione sociale». E ha indicato alcune delle innovazioni che intende portare avanti anche con il Pnrr, come le case di comunità, il rafforzamento delle infrastrutture sociali soprattutto per le persone non autosufficienti, l’ alleanza tra le generazioni. Sul versante della prevenzione andranno rivisti gli indicatori economici, anche nell’ambito delle politiche sanitarie. «Investire in prevenzione ha due ritorni. Il primo diretto: una maggior spesa in prevenzione si traduce in risparmi sui costi per trattamenti futuri. Il secondo indiretto: in termini di qualità della vita, parametro che ha un valore economico» ha spiegato Patrizio Armeni, professor of Practice di Government, Health and Not for Profit alla Sda Bocconi. Sulla prevenzione ha insistito anche Carlo Carollo, general manager di Amplifon che ha ricordato come spesso gli anziani sottovalutano l’ipoacusia. «La decisione di posticipare può durare fino a sette anni, tempo in cui l’ipoacusia può accelerare il declino cognitivo e l’isolamento».

Fabio Di Lenardo, direttore innovazione & partnership di International Care Company ha ricordato, in ambito assistenziale, la necessità del passaggio dal concetto di prestazione alla presa in carico della persona a 360 gradi, in dialogo con caregiver e familiari. Antonio Sica, direttore Laboratorio di Immunologia Molecolare dell’Humanitas Clinical and Research Center ha illustrato le frontiere della ricerca sulla longevità. Ma più di tutto sarà necessario cambiare l’approccio al problema. «L’Italia è chiamata a mettere in relazione positiva la transizione digitale, ecologica e demografica - ha detto il demografo Alessandro Rosina - È quindi tempo di pensare a una silver ecology, valorizzando l’impegno dei senior nella transizione epocale che caratterizza questi anni».

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