Innovazione

Simic riveste d’acciaio i magneti per la fusione pulita in Francia

L’azienda di Camerana (Cuneo) conta 300 addetti e collabora alla costruzione
del reattore nucleare del progetto Iter. Lo scorso anno ha acquisito il ramo Fisica della Zanon

di Filomena Greco

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 Una fase delle complesse lavorazioni sul magnete Asg eseguita dalla Simic

L’azienda di Camerana (Cuneo) conta 300 addetti e collabora alla costruzione
del reattore nucleare del progetto Iter. Lo scorso anno ha acquisito il ramo Fisica della Zanon


2' di lettura

Un magnete da 150 tonnellate arriva in azienda, alla Simic, più o meno ogni tre mesi. Qui vengono realizzati test e verifiche sull’oggetto che poi viene inserito in una corazza in acciaio inossidabile. Il componente da 350 tonnellate esce finito dalla fabbrica e viene consegnato in Francia nell’ambito di ITER, International Thermonuclear Experimental Reactor, progetto internazionale – coinvolge Europa, Giappone, Stati Uniti, Russia, Cina, India e Corea – con l’obiettivo di produrre un reattore a fusione nucleare di tipo sperimentale. «Costruiremo dieci di questi componenti – racconta Marianna Ginola, a capo dell’azienda – e ne abbiamo già consegnati tre».
Una storia lunga più di quarant’anni e un’esperienza industriale nella progettazione e costruzione di impianti complessi, quella della cuneese Simic. È una delle Pmi italiane coinvolte nel progetto di realizzazione del reattore termonucleare sperimentale. Componenti meccanici complessi, realizzati con tecnologie all’avanguardia, destinati agli acceleratori e al mondo dei superconduttori: questa la specializzazione della società gestita dalla famiglia Girola che ha la sua sede principale a Camerana, provincia di Cuneo, oltre che a Marghera. La collaborazione con il mondo della ricerca affonda le sue radici alla fine degli Novanta quando Simic si specializza nella costruzione di criostati e camere da vuoto.
Nel 2004 riceve il Golden Hadron Award per le 937 Camere da vuoto realizzate per il progetto dell’acceleratore LHC del Cern e l’anno dopo riceve i primi ordini per il progetto ITER, di cui diventa main contractor.
«Siamo nel progetto ITER dal 2004 – racconta Ginola – abbiamo iniziato a realizzare dei prototipi della macchina, poi sono seguite due commesse legate al mondo dei magneti. Dal 2012 al 2017, in particolare, abbiamo realizzato 70 piastre radiali destinate al contenimento del magnete conduttore realizzato dalla Asg».
Sono due però le anime industriali dell’azienda, la prima fa capo alla produzione di componenti complessi, l’altra invece opera nella cantieristica e nel montaggio di impianti industriali. Fusione nucleare, Oil&Gas, farmaceutico sono i comparti in cui la Simic opera con le sue competenze tecnologiche, settori ai quali, racconta Ginola, si affianca anche il mondo dell’aerospazio, nuova area di interesse per l’azienda. «L’anno scorso – racconta – abbiamo acquisito il ramo Fisica della Ettore Zanon Spa, un’azienda storica nel mondo della ricerca, con alle spalle cento anni di storia. Il nostro obiettivo è quello di crescere nel mondo della ricerca e ampliare la gamma di tecnologie a nostra disposizione. A cominciare dalle camere bianche con standard molto alti, fino a produzioni molto conosciute della Zanon e usate in ambito medico, le cavità supeconduttive a radiofrequenza, applicate in particolare su alcune tipologie di acceleratori. Per noi è stata una importante opportunità, per ampliare i nostri settori di competenza a cominciare dall’aerospazio». Un’azienda da 150 milioni di ricavi, la Simic, con 300 addetti, uno stabilimento anche a Marghera e una presenza in Germania, Romania, Turchia, Messico e Brasile.

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