Energia e digitalizzazione

Sindacati: accelera digitalizzazione dell'energia, serve un quadro normativo chiaro

La richiesta delle sigle di regolare anche lo smart working

di Simona Rossitto

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La richiesta delle sigle di regolare anche lo smart working


2' di lettura

La digitalizzazione del settore dell'energia, iniziata già in epoca ante Covid, subirà un'accelerazione. Ora i sindacati chiedono alle aziende di proseguire negli investimenti e alle istituzioni di eliminare quelle normative che fanno da freno alla capacità delle aziende di innovare e investire. Intanto tra il 70 e l'80% del settore energetico è in smart working e probabilmente ci resterà a lungo. Una questione da regolare, prevedendo tra l'altro, secondo le sigle, il diritto alla disconnessione. Come, parimenti da regolare, sono il diritto alla volontarietà dello smart working e il diritto a lavorare in sede del dipendente.

Cgil: risolvere il nodo delle concessioni idroelettriche

«Il tema della digitalizzazione nel settore – dice a DigitEconomy (report di Radiocor e Luiss Business School) Ilvo Sorrentino , segretario nazionale della Filctem Cgil - è molto importante. Una miriade di investimenti potrebbe essere fatta sulle reti intelligenti, sulla digitalizzazione in genere, e sul fronte della transizione energetica, ma c'è il problema della concessioni idroelettriche che sono ritornate in capo alle regioni, senza garanzia degli investimenti. Le aziende, infatti, non fanno gli investimenti perché non c'è un quadro normativo che permette di stare tranquilli».

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Cisl: attenzione anche alla normativa che spinge a esternalizzare

Sulla stessa scia è anche Salvatore Mancuso, segretario generale della Flaei Cisl che aggiunge: «un altro tema è quello del codice degli appalti: com'è scritto, in particolare l'articolo 177, farebbe sì che gran parte del lavoro che sta all'interno delle aziende venga esternalizzato con effetto drammatico nel nostro settore. Significherebbe espellere manodopera».

Uil: nel post Covid importante investire sulla digitalizzazione

Sui nodi Covid e digitalizzazione interviene anche Andrea Bottaro, segretario nazionale della Uiltec. «Nel post Covid – afferma - sarebbe importante investire per rendere le nostre reti maggiormente moderne e digitalizzate». In generale «le problematiche legate alla digitalizzazione vanno gestite». E riguardo allo smart working, «che ha dato buoni risultati sul fronte della produttività», c'è il rischio «di essere reperibili 24 ore su 24, bisogna prevedere il diritto alla disconnessione». Allo stesso modo, conclude Sorrentino della Cgil, «va tutelato il diritto del dipendente a lavorare in sede e la volontarietà nell'attuare lo smart working».

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