LE VERTENZE

Sindacati in allarme sugli esuberi alla multinazionale Shiloh

Giù le commesse estere: per Cogne acciai speciali un nuovo mese di Cassa

di Carlo Andrea Finotto

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Una veduta aerea della sede Shiloh, che produce componenti per automotive

Giù le commesse estere: per Cogne acciai speciali un nuovo mese di Cassa


2' di lettura

A preoccupare i sindacati metalmeccanici valdostani è soprattutto la situazione della Shiloh.

«Lo stabilimento di Verres che fino al 2018 era Brabant Alucast Italy è passato sotto il controllo della multinazionale americana Shiloh» ricorda Fabrizio Graziola, segretario regionale della Fiom Cgil.

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Lo scorso autunno l’azienda ha avviato un percorso di ristrutturazione che «dopo una lunga trattativa – fa eco Fausto Renna, segretario della Fim Cisl e responsabile confederale in regione – si è arrivati alla definizione di una cinquantina di esuberi». Un impatto non proprio indolore per la fabbrica stessa, che occupa circa 170 persone, e per il territorio. «La Cassa integrazione straordinaria è scattata dal mese di novembre 2019 – spiega Graziola– e proseguirà fino a ottobre di quest’anno». La situazione viene monitorata costantemente dalle controparti e l’obiettivo dei sindacati è quello di riuscire ad “accompagnare” il maggior numero di persone in modo da ridurre la quota di esuberi.

La filiale valdostana della Shiloh «risente delle problematiche generali» sottolinea Graziola e in particolare «della frenata del settore automotive in Italia e in Europa». Renna ricorda che l’azienda di Verres realizza componenti per auto e «ha come cliente principale Fca, ma rifornisce anche altri importanti marchi globali come Bmw, Jaguar e Maserati. Purtroppo – dice il sindacalista della Fim Cisl – è l’intero mercato dell’auto che soffre».

Oltre a subire le difficoltà dell’auto, le aziende valdostane risentono inevitabilmente anche di altri fattori contingenti, come le ripercussioni legate alla politica dei dazi applicati dagli Usa alla produzione di acciaio e alluminio e, da ultimo, agli effetti dell’epidemia di coronavirus. Non è un caso che la principale azienda del settore in regione, la Cogne Acciai Speciali (che conta oltre mille addetti) «abbia chiesto un nuovo mese di cassa integrazione ordinaria dal 2 marzo al 4 aprile» sottolinea Graziola, «per assorbire il calo di ordinativi». Il Cig coinvolgerà un numero massimo di 350 dipendenti.

L’azienda è tra le più internazionalizzate e conta anche «una filiale in Cina» spiega Fausto Renna: «Risentiva già della guerra commerciale scatenata dal presidente Usa Trump e ora ci si è messo pure il coronavirus».

Il settore metalmeccanico valdostano, insomma, mostra anche secondo i sindacati una discreta resilienza, fatta di capacità di diversificare e di formazione «anche allo scopo di favorire la crescita di manodopera specializzata difficilmente reperibile».

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