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Sindacati dei commercialisti: le regole sul voto devono essere concordate

L’articolo 31 del Dl Ristori ha introdotto la possibilità di effettuare le elezioni a distanza per gli Ordini e consentito una proroga delle elezioni in scadenza per consentire la stesura del Regolamento elettorale

di Federica Micardi

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L’articolo 31 del Dl Ristori ha introdotto la possibilità di effettuare le elezioni a distanza per gli Ordini e consentito una proroga delle elezioni in scadenza per consentire la stesura del Regolamento elettorale


1' di lettura

Tra gli emendamenti al Dl Ristori ce ne sono alcuni che hanno fatto trasecolare i sindacati dei commercialisti. Gli emendamenti all’articolo 31 proposti dalla senzatrice Donatella Conzatti vengono definiti da otto sige sindacali (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Fiddoc, Unagraco, Ungdcec, Unico) attraverso un comunicato congiuno, «fuori luogo ed intempestive, al di fuori di una logica di riforma organica dello strumento legislativo principe della categoria» e cioè il Dlgs 139/2005. L’articolo 31 del Dl 137/2020, ha introdotto la possibilità di votare a distanza gli Ordini territoriali e, di fatto, ha consentito la proroga di 90 giorni delle elezioni degli ordini locali che inizialmente avrebbero dovuto svolgersi nella prima settimana di novembre.

I sindacati lamentano che i due emendamenti a firma Conzetti (anche lei dottore commercialista) intervengono pesantemente sulla norma che regolamenta la categoria introducendo modifiche in materia elettorale, nuovi termini, ulteriori facoltà di riproporre le candidature, la disciplina di genere, la commissione elettorale, ecc. Proposte importanti, alcune condivisibili che però, secondo i sindacati, hanno il difetto di essere al di fuori di una logica di riforma organica dello strumento legislativo principe della categoria.

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Inoltre questa proposta interviene ad “urne aperte” (in alcuni ordini territoria il voto per posta era cominciato prima della proroga), cancellando di fatto l'espressione elettorale attiva e passiva già in corso. Per questo gli otto sindacati di categoria chiedono che questi emendamenti vengano immediatamente espunti dalla legge di conversione del decreto Ristori.

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