codice della crisi

Sindaci e revisori, sanzioni soft per le Srl in ritardo con le nomine

Unioncamere ha inviato un avviso che invita i conservatori del Registro imprese a non procedere subito con la segnalazione al tribunale

di Bianca Lucia Mazzei


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(Andrey Popov - stock.adobe.com)

3' di lettura

Il termine fissato dal Codice della crisi per la nomina dell’organo di controllo da parte della platea delle nuove Srl obbligate a questo adempimento dal Dlgs 14/2019 è scaduto il 16 dicembre scorso.

Per lesocietà inadempienti non scatterà però subito l’intervento sostitutivo del tribunale previsto dall’articolo 2477 del Codice civile, su segnalazione del conservatore del registro delle imprese, oltre che su «richiesta di qualsiasi soggetto interessato».

Unioncamere ha infatti optato per un approccio soft e con una lettera inviata sia al ministero dello Sviluppo economico che alle Camere di commercio ha dato indicazioni affinché, prima di rivolgersi al tribunale, il conservatore del registro invii una comunicazione alle società per “sensibilizzarla” a provvedere. Una sorta di moral suasion, finalizzata a evitare una valanga di comunicazioni che rischierebbe di intasare gli stessi tribunali. Il rinvio non concesso a livello legislativo potrebbe quindi verificarsi nei fatti.

L’elenco

In questi giorni Unioncamere trasmetterà a ogni Camera di commercio l’elenco delle società obbligate. Le Camere di commercio dovranno quindi verificare l’effettuazione delle nomine e, in base all’indicazione di Unioncamere, prima contattare le società inadempienti e solo in un secondo momento rivolgersi al tribunale. Tutti passaggi che richiederanno tempo. Non è detto però che si arrivi alle assemblee di

approvazione dei bilanci 2019 (primavera 2020). Ci potrebbero inoltre essere differenze territoriali dovute al numero di imprese coinvolte e alle scelte delle Camere di commercio.

L’elenco messo a punto da Unioncamere comprende circa 70mila imprese. Un numero che nasce dall’esclusione dalla platea globale delle società tenute alla nomina dell’organo di controllo sia di quelle che già lo possedevano (perché già obbligate in precedenza), sia delle aziende sottoposte a procedure concorsuali (fatta eccezione per quelle in concordato preventivo e accordi di ristrutturazione).

«Alcune associazioni territoriali ci stanno segnalando la difficoltà delle aziende nel reperire figure professionali disponibili e la richiesta di compensi elevati - segnalano in Confindustria -. Le nomine vanno fatte ma non ha senso indicare a fine anno sindaci o revisori che devono rispondere di un esercizio in cui non erano presenti. Per questo avevamo chiesto il rinvio. È comunque importante che le soglie siano state alzate».

I numeri

Dati certi su quante siano le Srl che si sono messe in regola non ce ne sono. Secondo le prime elaborazioni effettuate dal Cerved sui bilanci 2017-2018 risulta che solo il 19% delle imprese con meno di 50 dipendenti ha nominato l’organo di controllo. Le più “diligenti” sono le aziende lombarde (24,8%): più in ritardo quelle del Mezzogiorno (si vedano i numeri a sinistra). Per avere un quadro preciso bisogna però aspettare. La normativa dà 30 giorni di tempo per il deposito della nomina presso il Registro delle imprese: ci potrebbero essere quindi società che hanno fatto la nomina nelle ultime settimane ma non sono ancora state censite. «Le imprese confidavano nella proroga - dice Daniele Virgillito, presidente dei giovani commercialisti -. Abbiamo organizzato moltissimi convegni ma fra gli imprenditori la consapevolezza dell’obbligo non è molto diffusa».

Secondo il Cerved (Rapporto Pmi 2019) ibenefici della riforma supereranno i costi solo se le norme verranno ben attuate: se, cioè, le imprese si doteranno di sistemi di individuazione tempestiva delle crisi e se la gestione della crisi da parte dell’Ocri sarà davvero efficace. Se, invece, l’applicazione si tradurrà solo in un aumento degli adempimenti contabili, i costi supereranno di gran lunga i benefici.

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