Lotta al coronavirus

Singapore: carcere a chi non tiene le distanze

Sanzioni inasprite per chi viola intenzionalmente le regole sul distanziamento sociale. In Asia nuove misure per contenere l’epidemia

di Stefano Carrer

Coronavirus, nel mondo oltre 2,6 miliardi di persone chiuse in casa

Sanzioni inasprite per chi viola intenzionalmente le regole sul distanziamento sociale. In Asia nuove misure per contenere l’epidemia


2' di lettura

I modelli introdotti in alcuni Paesi asiatici per il contenimento dell’epidemia da coronavirus sono studiati ovunque con interesse, anche se spesso non applicabili altrove negli stessi termini. Il “modello Singapore” , ad esempio, è stato analizzato e lodato per l’efficienza delle risposte date dalle pubbliche autorità, che hanno conseguito risultati concreti . Se pure si tratta di una strategia difficilmente replicabile in Paesi di dimensioni piu vaste e più sensibili ai diritti individuali, se ne possono trarre lezioni: una delle più importanti riguarda il ruolo delle sanzioni nell’indurre le persone a rispettare le regole.

Supermulte e carcere
Da oggi fino al 30 aprile, sono entrate in vigore nella città-stato norme inasprite per assicurare il distanziamento sociale. Le regole sono più stringenti sia sugli assembramenti (non più di dieci persone) sia sulla distanza da tenere da fermi l’uno dall’altro: non meno di un metro. Chi in publico - ad esempio stando in coda o sedendosi - intenzionalmente non resta ad almeno un metro di distanza da altre persone rischia una multa fino a 10mila dollari di Singapore (quasi 6.500 euro) o il carcere fino a sei mesi. Le stesse sanzioni sono applicabili a proprietari di ristoranti che non fanno applicare un buon distanziamento sociale o servono contemporaneamente piu’ di dieci persone. Tra l’altro, le autorità hanno deciso di chiudere la zona a luci rosse della città.

L’approccio severo delle autorità di Singapore ha una lunga storia: basta ricordare la crisi diplomatica del 1994 con gli Usa dopo che un cittadino americano era stato frustato per un atto di teppismo relativamente lieve. Anche senza più punizione corporali, le leggi e la loro applicazione restano rigorose. Ad esempio, come è successo in questo periodo, stranieri che violano anche in modo lieve le regole sulla quarantena perdono immediatamente il permesso di residenza e sono espulsi. Nel prio triemstre l’economia di Singapore ha registrato una contrazione del 2,2% anno su anno, pari a un -10,6% annualizzato: le stime ufficiali sono di una regressione nell’intero 2020 tra -1 e -4%, nonostante il maxistimolo fiscale introdotto ieri da 48 miliardi di dollari locali (33 miliardi di dollari Usa). Sommato alla manovra di febbraio, il pacchetto di stimoli sale a quasi 55 miliardi di dollari locali, ovvero all’11% del Pil.

Restrizioni agli arrivi
Dalla Cina alla Corea, anche altri Paesi asiatici che hanno conseguito successi nel contenimento dellepidemia stanno introducendo provvedimenti anche più severi di prima perché temono una seconda ondata, in particolare da persone provenienti dall’estero. La Cina ha deciso ieri in sostanza di vietare l’ingresso degli stranieri e di ridurre drasticamente i voli internazionali (anche per scoraggiare il rientro di citadini cinesi). Hong Kong ha vietato l’ingresso ai non residenti da lunedi. Il Giappone ha proibito l’ingresso da molti Paesi e in Corea del Sud sono stati introdotti giri di vite sulla socialità. La guardia non viene abbassata.

Per approfondire:
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