Restyling da 40 milioni

Singapore conquista la tenuta di Sticciano e rilancia l’enoturismo

di Silvia Pieraccini

Country resort sulla Val d'Elsa. La villa rinascimentale nella Tenuta di Sticciano

2' di lettura

Si allunga la lista dei magnati internazionali che decidono di investire nella campagna toscana, attratti dal paesaggio, dal vino e dall’ospitalità rurale. L'ultimo in ordine di tempo è Ching Chiat Kwong, imprenditore di Singapore attivo nel campo dello sviluppo immobiliare (con la Oxley Holdings quotata alla Borsa di Singapore che ha realizzato progetti in 12 Paesi compreso l'Europa), che a fine 2020 ha raddoppiato i possedimenti in Toscana acquisendo la Tenuta di Sticciano, nel comune di Certaldo (Firenze) a un passo dal Chianti: 160 ettari di cui 23 a vigneti, tremila olivi, una villa rinascimentale con giardino panoramico sulla Val d'Elsa, casali e fienile.

Sticciano si aggiunge alla proprietà confinante, la tenuta Fonti di 190 ettari che Ching Chiat Kwong possiede dal 2013, e diventa così il motore di un progetto eno-turistico di rilancio e upgrade che punta a creare un country resort di fascino votato al benessere. L’investimento complessivo, comprese le acquisizioni immobiliari, sfiora i 40 milioni di euro.

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Il restyling è partito dalle otto camere nella villa rinascimentale e ora si estenderà alla suite e ai 15 appartamenti di Sticciano, per poi passare alle case coloniche della tenuta Fonti. «A regime avremo circa 300 posti letto – spiega Luis Lotti, il manager che segue gli investimenti di Ching Chiat Kwong in Italia – e una spa di 800 metri quadrati che sarà una delle più grandi in un contesto agrituristico. Il progetto ricettivo si abbina poi a quello vinicolo e oleicolo: partiamo dalle 130mila bottiglie di vino Chianti che facciamo oggi, con l’intenzione di spostarci sulla produzione di Chianti Riserva e di vini Igp e di raddoppiare le bottiglie». Sarà potenziata anche la produzione olivicola: «Oggi facciamo duemila litri di olio – aggiunge Lotti – e pensiamo almeno di raddoppiare: nelle due tenute abbiamo quasi seimila piante ma molte sono abbandonate e vanno recuperate. Il progetto prevede anche di realizzare un frantoio perché il mercato asiatico è pronto ad apprezzare un olio di alto livello».

È ad Oriente, infatti, che il progetto eno-turistico di Sticciano guarda, proprio grazie alla proprietà singaporiana che potrà aprire le porte del Sudest asiatico.. «L’idea è di attivare un canale privilegiato con i Paesi asiatici – conclude Lotti – per proporre ai visitatori esperienze autentiche, dalla vendemmia alla raccolta delle olive e dei tartufi, ai mestieri artigiani. Non vogliamo stravolgere quel che c’è, vogliamo solo valorizzare il territorio e le tradizioni».

I tempi per concludere gli interventi abbracciano tre-quattro anni. Nel frattempo Ching Chiat Kwong, che a Singapore è considerato il re dei shoe box flat (gli appartamenti formato scatola da scarpe), sta investendo in due palazzi acquistati a Venezia: Palazzo Donà che ha già trasformato in boutique hotel e affittato alla famiglia Calzavara che lo gestirà (col nome di Liberty Palace); e Palazzo Poerio Papadopoli i cui lavori di restyling inizieranno nella primavera 2022.

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