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Singles’ Day, vendite online da record in Cina

Alibaba: appena 100 secondi dopo mezzanotte raggiunte vendite per 10 miliardi di yuan. Opportunità anche per i marchi esteri.

di Stefano Carrer


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(Epa)

3' di lettura

È vero che l’economia cinese sta rallentando, ma non certo la passione per l’e-commerce e la propensione al consumismo spronata da efficaci iniziative di marketing. Ne sono una dimostrazione i nuovi record di vendite online raggiunti in occasione del “Singles’ Day”, la “giornata dei single” lanciata un decennio fa che cade l’11 novembre e supera in volumi di vendite eventi simili di impronta americana come il Black Friday (che quest’anno sarà il 29 novembre) e il Cyber Monday.

Alibaba ha comunicato che ci sono voluti solo 96 secondi per raggiungere i primi 10 miliardi di yuan (1,43 miliardi di dollari) di vendite online, contro i 125 secondi dell’anno scorso (quando in 24 ore la piattaforma del gruppo, T-Mall, toccò il record di 213,5 miliardi di yuan) . Prima delle 18, il gruppo aveva superato il totale del 2019, ch fu equibalente a 30,8 miliardidi dollari. Altri gruppi di e-commerce che si sono uniti all’iniziativa nata come alternativa consumistica per single alla giornata degli innamorati di San Valentino, come JD.com, hanno preannunciato vendite record.

Single’s day: 500 milioni di cinesi pronti a fare shopping

Opportunità anche per i marchi esteri
Secondo Alibaba, più di 22mila marchi internazionali da 78 Paesi e aree (su un totale di oltre 200mila brand) hanno partecipato al maxievento, che rappresenta quindi anche una piattaforma con cui prodotti stranieri possono raggiungere il consumatore cinese. Moltissimi cliccano attirati dai grandi sconti offerti, ma non pochi lo fanno per divertimento o per il gusto di partecipare a un evento annuale di shopping ovviamente non limitato nei fatti ai “singles” e promosso in modi accattivamenti, compreso un megashow nella notte di domenica con grandi star, a fare da “countdown” per l’apertura del più grande negozio del mondo alla mezzanotte (quest’anno in scena nel gala di Shanghai Tailor Swift, il cui albun “Lover” ha sbancato in Cina, e la star locale Jackson Yee). ).

«Non è solo un festival dello shopping – ha commentato il Ceo di Alibaba, Daniel Zhang – è anche una occasione per i marchi di crescere e interagire con i consumatori». Il risparmio totale, secondo Alibaba, si avvia a raggiungere i 50 miliardi di yuan. Il Singles’Day del 2019 è il primo, per Alibaba, da quando il fondatore Jack ma si è ritirato dalla presidenza.

Non è solo un festival dello shopping, è anche un’occasione per i marchi di interagire con i consumatori

La spinta ai consumi
I consumi stanno acquisendo un ruolo sempre più importante nell’economia cinese, secondo le stesse linee governative che puntano a una maggiore diversificazione che renda il Pil meno dipendente dalla manifattura per l’export e dagli investimenti in infrastrutture. Secondo i dati del ministero del Commercio, nei primi nove mesi di quest’anno, i consumi hanno contribuito per il 60,5% alla crescita economica, con le vendite al dettagli in espansione dell’8,2% a 29.700 miliardi di yuan. Le vendite online nello stesso periodo sono aumentate a un ritmo doppio: +16,8% a 5.800 miliardi di yuan (825 miliardi di dollari): ciò significa che la spesa cinesi per consumi elettronici conta per il 19,5% del totale, contro l’11% circa negli Usa. D’altra parte, negli ultimi anni la crescita annuale dell’e-commerce era stata intorno al 30%: percentuale che sta cominciando a mostrarsi poco sostenibile. Altre statistiche segnalano che il personale reddito disponibile, sempre nei primi tre trimestri, risulta in aumento dell’8,8%.

Le pressioni americane
I media cinesi traggono spunto per contestare le affermazioni di Donald Trump secondo cui, grazie alla guerra commerciale da lui intrapresa, i cinesi avrebbero un bisogno disperato di un accordo. È anche vero che le autorità stanno tentando di fare pressioni per mettere un po’ più di ordine in un settore spesso sospettato di non fare abbastanza per contrastare le violazioni di marchi e proprietà intellettuale: settimana scorsa la State Administration for Market Regulation ha convocato una vendita di società di e-commerce (comprese Alibaba e JD.Com) per sollecitare un più scrupoloso rispetto delle regole di mercato a maggiore tutela dei consumatori.

CIIE: il commercio offline
C’è da notare, infine, che l’esplosione dei servizi online che ha fatto della Cina in pochi anni uno dei Paesi più avanzati al mondo nei pagamenti elettronici si accompagna anche a un “revival” di strumenti più tradizionali. «La Cina non finisce di stupirci - osserva il direttore operativo della Fondazione Italia Cina Marco Bettin – Se in tempi brevissimi hanno fatto passi da gigante in tutti i servizi e pagamenti online, hanno anche inventato e promosso l’anno scorso la più grande ’fiera campionaria’ del mondo, esclusivamente dedicata alle importazioni». Il riferimento è alla China International Import Expo che ha appena concluso la sua seconda edizione a Shanghai. Fonti ufficiali cinesi parlano di accordi di business raggiunti alla CIIE (5-10 novembre) per 71,13 miliardi di dollari (non solo strettamente nel settore consumi). In occasione della CIIE, l’Ice ha stipulato un accordo con JD.com per la promozione online di più prodotti Made in Italy.

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