Relazione Ivass

Sinistri auto in flessione del 50%

L’Authority assicurativa stima che il lockdown si è tradotto in un risparmio medio per le compagnie tra 36 e 41 euro a polizza. Serve un ristoro

di Federica Pezzatti

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(ANSA)

L’Authority assicurativa stima che il lockdown si è tradotto in un risparmio medio per le compagnie tra 36 e 41 euro a polizza. Serve un ristoro


4' di lettura

Un risparmio medio quantificato tra 36 e 41 euro a polizza Rc Auto. Questo è l’effetto che ha avuto il lockdown che, a causa della riduzione forzata della circolazione, ha avuto un impatto in termini di riduzione della frequenza dei sinistri pari a circa il 50 per cento. I dati arrivano direttamente dall’Ivass, l’Authority assicurativa che oggi ha presentato la relazione dell’attività svolta dall’istituto per l’anno 2019.

«Se i dati confermeranno la riduzione dei sinistri e, quindi, dei costi per le imprese, ci attendiamo che le misure di ristoro agli assicurati si estendano», lo rivela il neo presidente dell'Autorità, Daniele Franco, al suo esordio con le Considerazioni alla presentazione della Relazione annuale 2019. Un intervento molto focalizzato sull’impatto e sui rischi della pandemia per il sistema assicurativo italiano, senza dimenticare un focus sul contributo che il settore può dare alla ripresa economica.
«Dalla crisi emerge l'esigenza di far crescere il ruolo economico e sociale del sistema assicurativo sia nella sua funzione di investitore istituzionale qualificato sia nella sua capacità di sviluppare un’ampia e competitiva offerta dei prodotti di protezione a favore a imprese, famiglie e individui», spiega Franco.

Il faro su solvibilità e su liquidità
A fine 2019 l'industria assicurativa italiana si presentava in buona salute: la raccolta premi superava i 140 miliardi (+ 4% sul 2018) raggiungendo il 7,8 per cento del Pil; il Roe era di poco superiore al 12 per cento (in forte crescita rispetto al 6,4 % del 2018); i fondi propri erano circa 2,4 volte il requisito minimo di capitale.

La recessione che è conseguita alla pandemia ha modificato questo scenario. A fine marzo la posizione di solvibilità delle compagnie era in media inferiore di 25 punti percentuali rispetto a fine dicembre (dal 235 al 210%).

Per testare la tenuta del sistema da metà marzo, l'Ivass ha avviato un monitoraggio periodico (settimanale per i principali operatori) della situazione di solvibilità e di recente lo ha esteso alla posizione di liquidità; «sono stati effettuati interventi nei confronti delle imprese che hanno evidenziato un coefficiente di solvibilità inferiore al 130 per cento», spiega Ivass. I mezzi propri delle imprese devono rimanere adeguati ai rischi assunti.

Stop a 4,4 miliardi di dividendi
Seguendo le raccomandazioni Ivass, le compagnie non hanno distribuito (o hanno rinviato o sospeso) dividendi per circa 4,4 miliardi di euro.
«La crisi ha messo in evidenza l'inadeguato funzionamento del meccanismo di volatility adjustment e l'assenza di strumenti nel quadro di Solvency II in grado di fronteggiare le situazioni di emergenza in modo rapido e incisivo», ha rimarcato Franco. L'Ivass è favorevole a definire in sede europea, in collaborazione con l'Eiopa, un pacchetto di misure attivabili in caso di crisi generalizzata e in grado di mitigare in via transitoria i fattori di volatilità e automatismo insiti nella regolamentazione.

Per assicurare innovazione, solidità ed efficienza, non bastano le norme ma in ciascuna compagnia sono fondamentali chiarezza strategica, forza finanziaria, robusti sistemi di governance.

Particolare rilevanza assume un assetto azionario forte e trasparente, con un’orizzonte di medio-lungo periodo, consapevole dell'esigenza di dotare le compagnie di solidi processi di governo e controllo, di consiglieri e manager dotati di adeguate professionalità, attenti all'innovazione e alla sostenibilità degli indirizzi strategici e operativi.

Negli ultimi anni le compagnie hanno avviato un importante processo di rafforzamento degli assetti di governo ma restano ancora lacune nei processi di governo dei rischi.

La protezione del consumatore
Un capitolo a parte merita poi la protezione del consumatore. Come già detto se si conferma la riduzione dei sinsitri Rc Auto l’Ivass si attende che «a fronte di un risparmio oggettivo pare opportuno un ristoro immediato e diretto», ha chiarito Stefano de Polis, segretario generale dell’Authority che ha citato ad esempio quanto avvenuto in Francia, dove i clienti hanno ricevuto un bonifico per il rimborso delle coperture non godute a causa del blocco della circolazione.

L’Rc auto resta, a prescindere dal Covid-19, al centro dell’attenzione per la necessità di una riforma. Nel 2019 i prezzi dell'Rc auto sono diminuiti del 2,7% e che negli ultimi sei anni la flessione complessiva è stata del 22% circa (con un premio medio a fine 2019 di 404 euro) . In questi anni il divario con ma media Ue è passato da oltre 200 a 90 euro. «Tuttavia, in diverse aree del Paese l'offerta continua a registrare prezzi elevati, soprattutto per i contraenti più giovani », spiega Franco.

«L'Ivass ritiene non più procrastinabile un riordino della normativa del settore ed è pronto a fornire il proprio contributo tecnico al fine di accrescere l'efficienza del mercato e promuovere una riduzione dei prezzi meglio distribuita, una migliore qualità dell'offerta e una maggiore tempestività dei risarcimenti», ha spiegato Franco che segnala come verrà anche arricchita di nuovi strumenti la tutela dei consumatori.

«Vogliamo integrare col mystery shopping l'attività di vigilanza sulla condotta di mercato», spiega l’Authority che ha ottenuto il sostegno finanziario del programma dell'Unione Europea di supporto alle riforme strutturali per la definizione di una metodologia. Inoltre si prosegue con l’attività finalizzata all’avvio dell’Arbitro assicurativo previsto, tempi tecnici e normativa permettendo, a fine 2020 (inizio 2021). «Puntiamo a creare uno strumento agile, rapido ed economico», spiega Franco.

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