ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa storica fusione

Sinochem-ChemChina, nasce holding petrolchimica da 150 miliardi di dollari

Dopo anni di annunci la fusione sigilla definitivamente l’era del braccio di ferro tra i due supermanager Ren Jianxin e Ning Gaoning

di Rita Fatiguso

4' di lettura

Di tutte le fusioni megagalattiche pianificate finora da Pechino, quella appena formalizzata tra Sinochem e ChemChina – nasce una compagnia petrolchimica da oltre 150 miliardi di dollari di asset - è stata senz'altro la più lunga e laboriosa.

La più politica, perché si è snodata a cavallo tra prima e seconda fase della leadership del core leader Xi Jinping, tra presa del potere e consolidamento. La più entusiasmante, per il duello tra due manager del calibro di Ren Jianxin e Ning Gaoning e della guerra per il comando che ha visto il primo soccombere al secondo. Ormai, per sempre.

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Un duello tra due visioni del business

Perchè se è vero che Ren, il fondatore di ChemChina, ha mollato già da tempo, è solo con la fusione dei due brand che la sconfitta è diventata tombale. Anche perchè a prevalere è una visione del mondo e del futuro della Cina completamente diverse.

La Cina che si fa dal nulla contro quella che parte all’assalto del mondo e per farlo lo fa con il passo da gigante massimizzando le conquiste acquisite.

Sempre annunciata e mai conclusa, la fusione tra le due società è ormai fatta, saranno controllate al 100% da una nuova holding, gestita da SASAC, l’ente statale che raggruppa le SOE, le società statali cinesi sempre nel mirino per il loro gigantismo votato all’inefficienza. Pechino ha dichiarato guerra a quelle palesemente non economiche, aprendo al loro fallimento programmato.

Coetanei, Ren e Ning, entrambi classe 1958, entrambi nati in provincia, Lanzhou e Shandong, rispettivamente, ma con un percorso di vita e di studi molto diversi. Ning ha studiato anche negli Usa, vanta un MBA dell’Università Pittsburgh, Katz School of Business, già nel 1987. Ren non è andato oltre l’università, sempre di Lanzhou, ma la sua parabola professionale è ancora oggetto di culto da parte dei guru di McKinsey perchè ha saputo incidere sull’inefficienza del settore pubblico cinese facendolo fruttare.

Ren è rimasto legato alla sua terra tanto da comprare attraverso ChemChina la catena di ristoranti dei mitici spaghetti di Lanzhou, quelli tirati a mano con una procedura molto complessa e antica . Geniale il primo, per aver creato dal nulla un colosso della chimica, dalla piccola fabbrica di solventi Bluestar Ren era passato ad acquisizioni sempre più grandi. Più estroverso e vario il percorso dell'altro, tra società non tutte incentrate su chimica e petrolio.

Ning è stato anche il grande capo del colosso statale del food COFCO, vice presidente di Vanke, gigante dell’immobiliare. Ren immaginava un mondo con la chimica al centro. Ma in seguito l’esperienza in Cofco, gli sarà utile nel capitolo Syngenta, leader dei fertilizzanti per l’agricoltura. Più carismatico Ren, sempre più nell’ombra, discreto. Entrambi però con posizioni importanti nei vertici del partito comunista cinese.

Il grande passo su Pirelli

Chemchina e Ren diventarono noti in Italia per l’acquisto nel 2015 di Pirelli per 7,7 miliardi di dollari, la più alta di sempre per l’Italia, un’icona del made in Italy, dell’industria delle gomme top di gamma di cui Ren si era letteralmente invaghito. Poi, venne anche la svizzera Syngenta, il colosso dei fertilizzanti chimici, 43 miliardi di dollari, l’acquisizione più alta di sempre fatta da Pechino. Un passo molto oneroso, specie nei tempi più recenti quando l’economia cinese in pieno Covid-19 si è come fermata.

Ren da ragazzo era stato spedito a Dunhuang, nel deserto, durante la rivoluzione culturale. Lì ha imparato a resistere. Cedere il passo a Ning però non fu per lui cosa semplice. Cedergli i suoi gioielli, ancor meno. Ning, da presidente di Sinochem si prese anche Chinachem. E Syngenta, il 16 luglio del 2018.

Si narra che Ren abbia puntato i piedi finchè ha potuto prima di mollare lo scettro a Ning. E che questo gli abbia nuociuto e non poco.

La svolta di Ning

Un accordo per unire le due società e creare una centrale elettrica competitiva a livello globale in una serie di industrie di base è in corso almeno dal 2016.

Nel novembre 2019 Ning dichiarò che si stava esplorando una fusione e lavorando su questioni finanziarie e legali per fare di Sinochem e ChemChina una sola entità.

Di Ren si sono perse le tracce. Nei ricordi di chi scrive resta una intera giornata trascorsa con lui e il suo team nel quartier generale per spiegare l’acquisizione Pirelli e l’arrivo a Shanghai durante un evento della comunità italiana presente Marco Tronchetti Provera: Ren voleva salutarlo, lasciò per poche ore i lavori del Parlamento cinese, era componente del ramo consultivo, partì subito dopo. In elicottero. Per Pechino.

Gli attacchi degli Usa

La benedizione formale della Cina è ora arrivata su una ristrutturazione molto rincorsa da Ning, ma anche molto complessa, data la diversa natura - chimica e petrolio - delle due società.

A dicembre le due società difesero le posizioni rispetto agli Stati Uniti sul fronte della proprietà di Syngenta. Acquisizione strategica ma tuttora costosa, gli interessi da pagare altissimi, l’idea di Ren era centrata ma estremamente dispendiosa.

Società strategiche

Sia ChemChina che Sinochem, non a caso, sono state aggiunte alla lista nera del Pentagono delle società che avrebbero avuto legami con le forze armate cinesi .

Ma la chiave di lettura della competizione tra i due manager porta una data: novembre 2012, quando Ning fu eletto nella Central Commission for Discipline Inspection, l’organo chiave della lotta alla corruzione attivata da Xi Jinping, eletto proprio allora.

La prima mossa fu quella di colpire la “cricca del petrolio” nello Shanxi, poi il resto è storia. Ed é lì, in quella Commissione, che Ning ha iniziato la sua personale scalata al potere petrolchimico che ha portato al superamento dell’era precedente e dei suoi eroi. E alla fusione tanto agognata.

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