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Siria: un libro racconta i tesori perduti

“C’era una volta la Siria in tempo di pace” è il viaggio di una troupe televisiva attraverso la storia millenaria e i capolavori artistici del Paese

di Annarita D'Ambrosio

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Siria, veduta del sito archeologico di Palmyra (Afp)

“C’era una volta la Siria in tempo di pace” è il viaggio di una troupe televisiva attraverso la storia millenaria e i capolavori artistici del Paese


2' di lettura

Una storia millenaria di colpo interrotta e consegnata ad un nuovo e drammatico inizio. Con queste parole è descritto l’antico paese nel libro “C'era una volta la Siria in tempo di pace”, Edizioni San Paolo. È il racconto del viaggio di una troupe televisiva che, per quindici giorni, ha attraversato e visitato da nord a sud, da est a ovest tutta la Siria, alcuni anni prima degli eventi bellici cominciati nel marzo 2011.


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Sei viaggiatori – descrive il giornalista, regista e produttore televisivo Roberto Didiodato che ha fatto parte di quella troupe - accompagnati da un’attenta guida locale, hanno potuto guardare e conoscere da un punto di vista privilegiato una nazione di grandi splendori artistici e di immense ricchezze ambientali e culturali, molte delle quali purtroppo oggi andate distrutte e che in ogni caso da quasi 10 anni nessun turista può più ammirare.

Il destino di Padre Paolo Dall’Oglio

Metropoli e città nevralgiche, siti archeologici prestigiosi e meno conosciuti, monasteri antichi e luoghi di culto moderni, i suk e i loro sapori, gli hammam ei loro profumi, ma soprattutto l’umanità di padre Paolo Dall’Oglio incontrato nel suo rifugio spirituale tra le montagne, pochi anni prima della sua scomparsa nel 2013.

Nella Siria piegata da 9 anni di rivoluzione prima e di guerra civile poi, il ricordo del sacerdote romano, 65 anni, 30 spesi nel Paese è ancora vivo e per chi lo ha incontrato le sue parole restano un tesoro da custodire.Il libro racconta di lui, ma anche degli occhi dei siriani, le loro case, le loro piccole storie quotidiane, una Siria felice e la sua grande bellezza, un paese oggi vittima della crisi umanitaria più grave dalla fine della seconda guerra mondiale, che piange quasi oltre cinquecentomila morti, tenendo però presente che l’Onu già nel 2015 (quando si era arrivati a duecentocinquantamila) smise di contarli perché era ormai impossibile farlo in modo credibile.

Un’altra Siria

Le strutture portanti del Paese, dalle scuole agli ospedali, sono in frantumi – puntualizza il giornalista Fulvio Scaglione, ex vicedirettore di «Famiglia Cristiana», attento narratore della transizione della Russia e delle ex repubbliche sovietiche, poi dell’Afghanistan, dell’Iraq e dei temi del Medio Oriente. L’economia è prostrata e si calcola che il danno alla capacità produttiva sia tale da aver riportato la Siria indietro di trent’anni. Un’intera generazione di bambini siriani, gli occhi dei quali trovate nelle pagine del libro, non ha poi conosciuto altro che violenza e paura, mentre un quarto della popolazione, circa 6 milioni di persone, è sfollata in patria o rifugiata all'estero. Le principali città hanno subito danni gravissimi, le campagne sono devastate e il patrimonio archeologico, in Siria ricco come in pochi altri Paesi, è stato saccheggiato o vandalizzato. È merito dunque di questo libro portarci per mano in un'altra Siria, un paese che oggi non c’è più.


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