aziende di rete e competenze

Sirti: «col passaggio da rame a fibra reskilling del personale centrale, è necessario l'impegno di tutti»

L'ad della società fa ilpunto sulle problematiche del settore delle aziende di rete. Ora, dice Roberto Loiola, «puntiamo su un business diversificato ma fortemente sinergico»

di Simona Rossitto

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Roberto Loiola, amministratore delegato di Sirti

L'ad della società fa ilpunto sulle problematiche del settore delle aziende di rete. Ora, dice Roberto Loiola, «puntiamo su un business diversificato ma fortemente sinergico»


5' di lettura

Il piano di re-skilling del personale è «quantomai centrale. È necessario l'impegno di tutte le parti chiamate a realizzare questi ambiziosi progetti, per far sì che si possa ridurre il periodo di latenza tra la ricerca delle competenze e la formazione della forza lavoro». Lo sostiene Roberto Loiola, amministratore delegato di Sirti, parlando con DigitEconomy.24 (report del Sole 24Ore Radiocor e della Luiss Business School) delle difficoltà del settore delle aziende di rete di fronte al passaggio ormai inevitabile dal network in rame a quello in fibra. Il tema del ricambio generazionale deve essere accompagnato «in modo fluido attraverso l'utilizzo di un ventaglio di strumenti il più ampio possibile, concordato e definito con le parti sociali». Sirti, che conta 4.100 dipendenti, prima nel settore per quote di mercato, è tra le società che hanno fatto ricorso alla cig (nel secondo semestre ha utilizzo Cigo Covid per 250 teste al mese). Ora punta, con il nuovo piano strategico, allo sviluppo «di un business diversificato, ma fortemente sinergico». Si pensi alla divisione Digital Solutions «che si occupa – spiega Loiola – di abilitare la trasformazione dei nostri clienti tramite nuove soluzioni digitali». E in questo ambito il gruppo pensa anche ad acquisizioni nel 2021.

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Il 2020 è stato caratterizzato dalle restrizioni per la pandemia di Covid. Quanto hanno impattato sul business di Sirti?

In qualità di leader del settore delle infrastrutture di rete in Italia, Sirti, grazie all'evoluzione dei processi interni e agli investimenti in tecnologia e in digitalizzazione, non si è mai fermata ed è stata costantemente impegnata sul territorio per garantire la continuità operativa delle infrastrutture nazionali, con livelli estremi di sicurezza. Stiamo lavorando, e lavoreremo, per assicurare la continuità di servizi strategici, di pubblica utilità che garantiscono, ad esempio, il funzionamento di ospedali, il ricorso al lavoro agile e i servizi di ‘scuola a distanza', grazie ai quali il Paese sta, con coraggio, reagendo a questa emergenza.

Sono migliori le prospettive per l'anno appena iniziato?

Siamo ovviamente fiduciosi che questa rinnovata consapevolezza circa la centralità delle reti si possa tradurre in nuovi investimenti nel potenziamento delle infrastrutture attuali e nella costruzione di nuove, come prerequisito per fornire servizi digitali più innovativi e di maggiore qualità ai cittadini e alle imprese italiane. D'altronde, si tratta di uno dei punti cardine del programma Next Gen EU, vitale per la competitività della nostra economia e quindi per la crescita futura. In questo quadro, è obbligatorio che il Paese investa in maniera massiccia per abilitare ulteriormente l'uso produttivo di Internet, adeguando le infrastrutture e sviluppando i servizi necessari.
Dal punto di vista aziendale, il 2020 è stato l'anno in cui abbiamo iniziato a vedere i frutti del nostro piano strategico di trasformazione, che prevede lo sviluppo di un business diversificato, ma fortemente sinergico, nelle nostre business unit, la trasformazione competitiva dell'azienda in linea con le sfide poste dal mercato, e l'evoluzione di un portafoglio di offerta sempre più innovativo e digitale, con particolare riferimento alla divisione Digital Solutions, che si occupa di abilitare la trasformazione dei nostri clienti tramite nuove soluzioni digitali, comprese le necessarie soluzioni di data center e cloud, virtualizzazione di rete, Internet-of-Things, cybersecurity, per citarne alcune. La Digital Solutions di Sirti ha raggiunto nel 2020 un volume di business pari a circa 200 milioni di euro – con un incremento superiore al 50% negli ultimi 24 mesi - e con una prospettiva di ulteriore crescita nel 2021.


Nel 2021 proseguirà il roll out della fibra. Mancano però all'appello competenze per circa 5-10mila lavoratori in tutto il comparto. Voi avete appena annunciato un piano di formazione, come si può ovviare alla carenza di competenze?

Abbiamo accolto con favore, e visione strategica di medio-lungo periodo, l'opportunità offerta da Anpal e abbiamo lanciato il progetto New skills to build the future, che nel corso del 2021 coinvolgerà oltre 1.100 dipendenti, per un totale di 290mila ore di formazione in ottica digitale.
In risposta alle mutate esigenze sia di mercato che di contesto sociale, Sirti sta da tempo lavorando all'evoluzione del proprio framework organizzativo e all'innovazione dei processi, per incrementare ogni anno di più la propria competitività e la capacità dei propri dipendenti di rispondere al nuovo scenario digitale.
In questo universo sempre più digitale, il 5G e l'ultra-broadband della fibra ottica rappresentano gli elementi fondanti per trasformare in maniera radicale significative porzioni del tessuto industriale del Paese, abilitando nuovi mercati e nuovi business, oltre a fornire un'esperienza di qualità superiore ed omogenea sul territorio per i servizi che già utilizziamo.
In quest'ottica, un piano di re-skilling è quantomai centrale. È necessario l'impegno di tutte le parti chiamate a realizzare questi ambizioni progetti, per far sì che si possa ridurre il periodo di latenza tra la ricerca delle competenze e la formazione della forza lavoro. Solo così riusciremo ad agevolare la crescita del nostro settore e realizzare al meglio i nuovi progetti.

Tra le aziende italiane di installazione e manutenzione c'è una grande specializzazione nella rete in rame, tecnologia che sta diventando obsoleta. È possibile formare i dipendenti già specializzati nel rame ?

Senza dubbio rifocalizzare le competenze della forza lavoro è uno dei tasselli irrinunciabili per indirizzare la transizione tecnologica. Inoltre, nel settore delle reti tradizionali esiste un tema importante di ricambio generazionale che deve essere accompagnato in modo fluido attraverso l'utilizzo di un ventaglio di strumenti il più ampio possibile – concordato e definito con le parti sociali – che sia in grado di gestite l'ingresso dei nativi digitali nel settore delle imprese di rete. Ovviamente, come in tutti i settori maturi, si tratta di una fase in cui la possibilità di una prospettiva di medio-lungo termine gioca un ruolo fondamentale, perché sono trasformazioni che richiedono tempo e forti investimenti.

Rete in fibra: ci sono le competenze per realizzarla?

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Sarebbe auspicabile un'aggregazione tra le aziende del settore per affrontare meglio la crisi e l'emergenza?

Dipende molto dalla posizione di partenza e posso rispondere per quanto riguarda il nostro gruppo. È nostro obiettivo confermare il ruolo di Sirti come leader nel settore delle infrastrutture di telecomunicazioni, per dare un ulteriore e fondamentale contributo alla pianificazione, realizzazione e gestione delle reti a banda ultralarga in fibra ottica e del 5G. Questo impegno richiederà ancora alcuni anni e importanti investimenti, insieme a un'accelerazione ulteriore dei progetti, per permettere di superare rapidamente la fase di crisi e di emergenza che viviamo, e di uscirne rafforzati anziché indeboliti come sistema paese.
Inoltre, intendiamo posizionarci ancora di più come uno dei soggetti più rilevanti nelle soluzioni digitali, continuando ad aumentare il nostro business digital solutions, anche tramite operazioni di acquisizione in questo settore da perseguire nel corso del 2021.

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