Giochi e concessioni

Sisal, un'altra puntata estera: nel mirino la lotteria inglese

La società di Cvc punta alla licenza fino al 2033: vale 8 miliardi di sterline l'anno.
Il ceo Durante: «Nel 2020 flessione dei volumi del 10%, meglio della media di settore»

di Andrea Biondi

3' di lettura

La storia della “National Lottery” inglese affonda le sue radici alla metà del 16esimo secolo. È allora, precisamente nel 1567, che Sir William Cecil, segretario della regina Elisabetta I, concepì per la prima volta l'idea di una grande lotteria per pagare le navi della Royal Navy e la manutenzione dei cantieri navali.

«Oggi – spiega al Sole 24 Ore Francesco Durante, ceo di Sisal – quella inglese è una delle lotterie più importanti al mondo, la più importante del Vecchio Continente, che genera circa 8 miliardi di sterline di volume d'affari e che comunque potenzialmente può crescere ancora. Basti pensare che la spesa procapite per lotterie in Uk è più bassa di quella dei Paesi europei».

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La Sisal punta al bersaglio grosso nel mercato europeo dei giochi: la National Lottery inglese. «Si tratta di un'icona per i cittadini britannici. Dopo anni di preparazione ci sentiamo pronti per questa che vediamo come una nuova pagina del nostro sviluppo». La controllata del gigante del mondiale del private equity Cvc – 869 milioni di euro di ricavi e 240 milioni di Ebitda nel 2019, quando però la società univa giochi e ramo pagamenti che è stato separato a gennaio 2020 – dopo aver ottenuto a metà 2019 la conferma del Superenalotto per altri nove anni, decide di quindi spingere con decisione l'acceleratore sull'espansione internazionale.

«Le ultime gare alle quali abbiamo partecipato, in Marocco, Turchia e in Italia per il Superenalotto le abbiamo vinte. Confidiamo di continuare la scia positiva» dice il ceo di una Sisal che, comunque, sa di dover affrontare una gara della massima difficoltà.

Il processo di selezione per scegliere l'operatore che gestirà per i prossimi 10 anni (2023-2033) la licenza più ambita del vecchio continente,andrà avanti fino alla fine del 2021 quando sarà annunciato il vincitore. E in questo percorso Sisal dovrà vincere una concorrenza agguerritissima. Innanzitutto l'incumbent Camelot: l'attuale operatore che gestisce la lotteria nazionale del Regno Unito sin dalla data di fondazione nel 1994. Dal 2018 gestisce anche la lotteria dell'Illinois, negli Stati Uniti. Fra i sicuri competitor anche il gruppo ceco Sazka, posseduto dal gruppo internazionale d'investimenti Kkcg che dovrebbe aver unito le forze con Apollo Global Management.

«La National Lottery – sottolinea Durante – ha una caratteristica pecuiliare che è il legame dei ricavati con le good causes». Fu John Major, all'epoca, a stabilire che questa dovesse essere la destinazione della raccolta. Risultato: dalla sua fondazione ha raccolto oltre 76 miliardi di sterline restituendone oltre 42 miliardi in sovvenzioni per oltre 625mila iniziative benefiche.

«Ad affiancarci in questa sfida ci sarà Barnardo's, un ente di beneficenza con 155 anni di attività, 7mila dipendenti e 15mila volontari».In generale, aggiunge il ceo, «abbiamo chiara la consapevolezza che l'industria del gioco sta diventando sempre più globale e che per noi è fondamentale sviluppare la presenza internazionale». E questo «anche perché «questa industria si sta spostando sempre più velocemente sul digitale e all'estero questo processo è stato più veloce che in Italia».

A questo appuntamento Sisal si presenta così determinata a dar battaglia dopo un anno piegato dalla pandemia in cui «la spesa dei giocatori nel 2020 si è ridotta di oltre un terzo», passando da circa 19,2 miliardi di euro a 12,8. «Per quanto ci riguarda – puntualizza il ceo Sisal – la flessione è stata inferiore al 10% e comunque non ci siamo ritratti, come dimostrano le 111 assunzioni che abbiamo finalizzato. Ora, nel primo trimestre 2021 ci aspettiamo di crescere, grazie alla leadership sul mercato online e allo sviluppo internazionale che sta dando i suoi frutti».

In questo quadro, «sostenibilità, innovazione digitale e internazionalizzazione resteranno i cardini». E se la sfida grossa sarà in Uk, Sisal comunque non ferma lo sguardo solo Oltremanica: «Siamo anche in Spagna solo nel mercato online e stiamo guardando ad altri mercati. Primo fra tutti il mercato online tedesco».

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