danni per oltre 23 miliardi di euro

Sisma, a 7 mesi dalla prima scossa ricostruzione ancora da avviare

di Massimo Frontera


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(ANSA)

4' di lettura

I fondi annunciati dal premier Paolo Gentiloni mettono benzina alla macchina della ricostruzione che – a parte tutti i costi fin qui sostenuti per l'uscita dall'emergenza – non ha finora percorso neanche un metro.
A poco più di sette mesi dalla prima forte scossa di terremoto che il 24 agosto del 2016 ha distrutto Amatrice, la situazione degli alloggi temporanei è ancora in divenire, e con numeri largamente sottodimensionati rispetto al fabbisogno. Il conto dei danni, al momento, resta quello indicato nel dossier trasmesso a Bruxelles dal governo meno di un mese fa: con la cifra monstre di 23,53 miliardi di euro.

Ricostruzione, capitolo ancora da scrivere
Molto resta ancora da fare sulla rimozione delle macerie, sulla delocalizzazione delle imprese produttive, sul piano scuole (21 edifici con appalti del commissario Errani) e la riparazione delle strade (a cura dell'Anas). Il capitolo della ricostruzione è ancora tutto da scrivere. Gli unici cantieri privati avviati sono quelli per riparare gli immobili privati con danni lievi (residenziali e produttivi); e questo solo dopo che il decreto dello scorso 9 febbraio ha scomputato questo tipo di incarichi dal numero massimo di incarichi fissato per ciascun progettista. Senza questa norma, i professionisti non avevano alcun interesse a riempire il loro portafoglio di incarichi "leggeri" ma erano al contrario incentivati ad aspettare le commesse della "ricostruzione pesante". Quanto alle opere pubbliche, l'Anas ha avviato da marzo il piano da 389 milioni di euro per le riparazioni delle strade danneggiate nel centro Italia. Si tratta di oltre 400 appalti che in larghissima prevalenza vengono affidati a trattativa privata senza bando.

Imprese e professionisti pronti al business della ricostruzione
Sono 1.626, ad oggi, le imprese iscritte all'"anagrafe antimafia degli esecutori", gestita dall'apposita struttura di missione presso la presidenza del Consiglio (affidata al prefetto Francesco Paolo Tronca). Ma il numero delle imprese che guardano alla ricostruzione è più elevato, sia perché non è noto il numero delle imprese in attesa di registrazione, sia perché è consentita l'iscrizione automatica a chi è già iscritto a una white list provinciale. Sono invece molti di più i professionisti della progettazione che risultano iscritti all'apposito "elenco speciale". La lista conta, ad oggi, 9.597, tra singoli professionisti, studi di progettazione e società di ingegneria. Il numero aumenta di ora in ora, anche perché l'iscrizione è più semplice rispetto a quella richiesta alle imprese di costruzione.

Le casette: 63 consegnate finora su 2.208 moduli ordinati
Il quadro delle assegnazioni delle "casette", ad oggi conta 25 moduli consegnati ad Amatrice e 38 moduli consegnati in due aree di Norcia. Gli ordinativi finora emessi dalle Regioni sono di 2.208 moduli, di cui 640 nel Lazio (principalmente Amatrice), 828 nelle Marche, 524 in Umbria e 216 in Abruzzo. Dei moduli finora ordinati, circa 1.600 moduli sono in costruzione, con le relative aree in corso di allestimento. Il numero esatto delle casette che servono non è ancora chiuso, anche perché si è aggiunta un'altra variabile alla già complessa procedura per la definizione del fabbisogno: il possibile acquisto sul mercato di case sfitte.

Opere pubbliche, scuole e strade le prime a partire
Il piano lanciato da commissario Vasco Errani per realizzare 21 edifici scolastici permanenti deve ancora partire. Per velocizzare la procedura, è stata prevista la possibilità di affidare la progettazione a soggetti privati o comunque interni alla struttura commissariale. Con una deroga al codice appalti è stato inoltre concesso di fare ricorso al cosiddetto appalto integrato (progettazione esecutiva e costruzione). Avviato anche il piano Anas (approvato dalla Protezione civile a metà febbraio), che conta 408 interventi, per la maggior parte di piccolo taglio (solo 14 interventi superano i 5,2 milioni di euro e saranno affidati con una procedura aperta).

Rimozione macerie
Sulla gestione delle macerie, il quadro è fortemente disomogeneo tra le quattro Regioni, anche perché i crolli si concentrano in alcune aree. Il Lazio - principalmente con Amatrice e Acumuli - è avanti a tutti, con 54mila tonnellate di macerie rimosse. Al secondo posto c'è la Regione Marche, con 10.800 tonnellate di macerie. In Umbria, sono state rimosse solo poche centinaia di tonnellate di detriti, anche per un minore numero di crolli. Nel caso dell'Abruzzo il lavoro sulla rimozione delle macerie è invece ancora tutto da iniziare.

Delocalizzazione delle imprese
In Umbria ci sono due nuove aree scelte per concentrare le strutture produttive di aziende danneggiate: una è a Norcia, l'altra è a Preci. Le due operazioni sono in corso, complicate da un ricorso al Tar da parte di un proprietario dell'area di Norcia interessata alla localizzazione. Situazione difficile anche nelle Marche, dove le imprese danneggiate sono disperse su un più vasto territorio. La procedura della scelta e della acquisizione delle aree spetta ai comuni.

Sopralluoghi di edifici privati
Oltre 148mila sopralluoghi di verifica effettuati ad oggi dai tecnici abilitati dalla Protezione civile e coordinati anche dalle Regioni. Il termine per le richieste di sopralluogo è scaduto il 28 febbraio, ma restano ancora molte visite da fare perché le istanze superano le 200mila. In 20.098 casi i tecnici devono ripetere il sopralluogo perché non è stato possibile accedere all'edificio.

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