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Sistemi motopropulsori, boom di ricavi AVL Italia

La società emiliana in crescita del 34% rispetto alla situazione pre-Covid in un mercato dell'auto che nello stesso periodo ha perso il 24%

di Ilaria Vesentini

2' di lettura

Si può crescere del 34% rispetto alla situazione pre-Covid occupandosi in Italia sistemi powertrain in un mercato dell'auto che nello stesso periodo ha perso il 24%? «Sì, si può se si investe tutto in innovazione», risponde Dino Brancale, amministratore delegato di AVL Italia, braccio della più grande società indipendente al mondo specializzata nello sviluppo, simulazione e testing di sistemi motopropulsori e soluzioni per la mobilità green, presentando i risultati 2021: 130 milioni di euro di fatturato, con un incremento superiore al 18% rispetto ai 110 milioni del 2020 e del 34% rispetto ai 97 milioni del 2019. E la previsione di un altro ottimo bilancio in vista, per questo 2022, grazie all'avvio della business unit che a Cavriago di Reggio Emilia si occuperà, per tutto il gruppo, dei test sulle batterie elettriche e all'intensificarsi delle attività legate a software e cybersecurity.

Il nuovo il Centro tecnico di ricerca

«Nel 2021 abbiamo consolidato gli investimenti fatti negli ultimi cinque anni, 30 milioni in tutto, che hanno interessato attrezzature, macchinari, immobili e nuove assunzioni», spiega Cristiano Auriemma, direttore finanziario di AVL Italia, 300 dipendenti in Italia (11mila a livello di gruppo) tra le due sedi di Torino e Cavriago, dove è presente il Centro tecnico di ricerca, gioiello all'avanguardia per ciò che riguarda la tecnologia del powertrain. Ed è qui, nel cuore della motor valley emiliana che sta prendendo forma il progetto di una nuova divisione dedicata alla produzione in larga scala di prodotti che permetteranno di ridurre del 30% i tempi per eseguire test climatici su celle di batterie per il settore automobilistico: un investimento da 12 milioni di euro, in parte sostenuti da Mise e Regione Emilia-Romagna, per una nuova area di mille metri quadrati e almeno una ventina di assunzioni in programma tra tecnici e ingegneri. «Il crollo del mercato automotive è legato alle vendite di motori a combustione, ma per chi come noi realizza il 60-70% delle proprie attività di ricerca su frontiere innovative come elettrico ed idrogeno, lo scenario continua a essere molto interessante», sottolinea Brancale. Precisando per altro che in uno scenario geopolitico che ha fatto pulizia delle utopie ambientaliste di breve termine, si aprono spazi di sviluppo non solo per idrogeno ed elettrico ma anche per nuove soluzioni a combustione interna (produrre un'auto elettrica produce più CO2 che costruirne una tradizionale e se l'e-car viene alimentata con fonti fossili si inquina ancora di più in tutto il ciclo di vita, un non-sense). A riempire il portafoglio ordini di AVL Italia non saranno solo i nuovi prodotti per la Gigafactory ma l'area software dedicata alle architetture elettrico-elettroniche delle vetture e la cybersecurity. «Due segmenti per cui abbiamo in programma 34 assunzioni, ma si tratta di profili difficilissimi da trovare sul mercato», conclude l’AD. Che come molti fornitori della motor valley ha già iniziato a lavorare al progetto sinoamericano Silk-FAW di una megafabbrica di supersportive elettriche a Reggio Emilia, e sta aspettando di capire se e quando decollerà.

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