ITINERARI

Siti Unesco, tutti i luoghi da scoprire lungo la via della bellezza

Borghi e sapori da non perdere per chi è in viaggio tra i Patrimoni dell’Umanità

di Lucilla Incorvati

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Le fontane nel Giardino della Reggia di Caserta

Borghi e sapori da non perdere per chi è in viaggio tra i Patrimoni dell’Umanità


5' di lettura

Dalle Dolomiti alle isole Eolie, dal cuore di Verona a quello di Siracusa passando per i Sassi di Matera e gli scavi di Pompei. Attraversare il Belpaese alla scoperta dei suoi 55 siti Unesco è un viaggio bellissimo che porta a scoprire molto altro in quello che Dante definì «il giardino dell’impero». Perché con 4.026 musei, 293 aree e parchi archeologici e 570 monumenti, l’Italia svetta tutte le classifiche per patrimonio culturale e naturalistico. Per chi è in partenza con l’obiettivo di raggiungere alcuni siti della World Heritage List (tutti aperti ma visitabili su prenotazione), abbiamo scelto tre itinerari in cui le città Unesco (Firenze, Roma, Venezia e Napoli) sono vicine, ma piccole deviazioni portano a scoprire “l’altro” che merita una sosta.

Da Ravenna a Tarquinia lungo la via degli Etruschi

Quando si raggiungono i Prati della Burraia, uno dei luoghi simbolo delle Foreste Casentinesi e delle Faggete secolari di Sasso Fratino (Sito Unesco dal 2017) tra Romagna e Toscana, negli occhi si hanno ancora i colori dei mosaici che rendono unica la volta del piccolo Mausoleo di Galla Placidia che con altri 7 presidi Unesco da secoli fanno di Ravenna capitale mondiale dei mosaici. Sulla strada, lungo la E45, a Bagno di Romagna una tappa è d’obbligo per assaggiare il formaggio di Fossa e per raggiungere Pioppi e il Monastero di Camaldoli dove il monito benedettino Ora et Labora ancor vive nella congregazione dei Camaldolesi.

Spostandosi verso Anghiari, tra i più bei borghi d’Italia dove c’è tutto da vedere e godere, con una deviazione si arriva in un altro monastero questa volta francescano, il Belvedere di Città di Castello, dove dall’alto si scopre la bellezza della campagna umbra (imperdibile la Fondazione Burri nel complesso degli ex essiccatoi del tabacco). Di lì a poco a San Sepolcro sì è già in Toscana e nel giardino di Piero della Francesca si cena all’omonima Osteria, davanti al Museo delle erbe. Mentre per un’altra immersione monastica si arriva all’eremo della Verna con i suoi boschi e il santuario di San Francesco (chi vuole può trovarvi ospitalità).

Pienza - sito Unesco per l’impianto urbanistico rinascimentale - non è lontana, come Cortona e il suo affaccio dalla Val di Chiana all’Amiata passando per il Lago Trasimeno. La strada che va da Montepulciano a Pienza è spettacolare, in un saliscendi di colline che toccano i borghi unici della Val D’Orcia (Montalcino, S.Quirico, Bagno Vignoni, San Casciano dei Bagni), connubio di arte e paesaggio. Piccoli borghi che con il progetto Virtual Destination Italy, realizzata da Ett Spa e Space Spa, PwC e il supporto di Terre di Siena LAB, si possono visitare ripercorrendo i luoghi del Grand Tour con un app mobile e sotto la guida di avatar che impersonificano i personaggi e gli artisti di quei tempi.

La direzione verso Tarquinia, lungo quelle che un tempo erano le Vie dell’acqua, porta prima a Orvieto con il suo spettacolare Duomo (deviazione obbligata a Sorano e Pitigliano, città del tufo), poi a Bolsena con il “lago che si beve” e quindi a Viterbo, alla Terme dei Papi. Quindi si giunge a Tuscania, immersa nei colori dolci della Tuscia e già si avverte il fascino del popolo degli etruschi. Ma è quando si arriva tra le tombe rupestri di Tarquinia che si viene rapiti dai misteri millenari che ancora abitano le necropoli.

Da Tivoli al Parco del Cilento attraverso il Sannio

In meno di due ore si passa dalla magnificienza di Villa Adriana, simbiosi di pietra e natura, che insieme alla vicina Villa D’Este mette in scena i fasti dei luoghi dell'antica Roma, alla natura primordiale delle Faggete Vetuste (sito Unesco) più antiche d’Europa nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Da Pescasseroli, passando i borghi di Opi e Civitella Alfedena e Cacciagrande, dove l’incontro con i lupi è sempre possibile, lungo l’antico tratturo si entra nel Molise per fare tappa in uno di quei gioielli come Bojano, Castelpetroso, Fornelli, paese delle sette torri, Sepino con l’area archelogica e gustare piatti a base di tartufo.

Lungo la valle del Sannio si arriva alla Benevento medioevale con i resti romani, sanniti e longobardi, con il castello e nei dintorni borghi arroccati su pendici come Ceppaloni, altra città del tartufo. Dopo una lunga giornata nella Reggia di Caserta, omaggio alla maestosià dei Borboni con il suo palazzo reale e i giardini che superano quelli di Versailles, il tramonto porta a Paestum per ammirarne le rovine maestose. Da lì fino a Cala Degli Infreschi ci si immerge nella magia del Parco Nazionale del Cilento (ci sono anche i siti archeologici di Velia e la Certosa di Padula), fatto di acque cristalline e aree marine protette come Punta Licosa, Capo Palinuro, di fazzoletti appesi sulle alture e borghi marinari come Santa Maria di Castellabate, Acciaroli, Marina di Pisciotta e Pioppi dove è nata la Dieta Mediterranea (dal 2010 Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità) cui è dedicato il Museo vivente nel Palazzo Vinci .

Da Padova a Grado lungo le colline del Prosecco e del Collio

Quel luogo mistico che è la Basilica del Santo non è lontana. Ma è con il suo piccolo universo verde che Padova primeggia nel mondo, ovvero l’Orto Botanico Universitario (vi sono custoditi oltre 7mila esemplari), il più antico nel mondo (sito Unesco) e dove prende il via lo studio della botanica. Raggiunto il Brenta si risale il fiume in direzione di Venezia, lungo le vie degli antichi burchielli veneziani del 700 alla scoperta di quelle antiche residenze come Villa Foscari che porta la firma del Palladio. È qui che è nato il fenomeno della villeggiatura perchè dal XVI secolo i canali e i fiumi comodamente raggiungibili da Venezia, furono costeggiati da sontuose residenze estive come le bellissime ville Palladiane (sito Unesco) tutte da scoprire.

Da Mira a Conegliano e poi verso Valdobbiadene nella terra del Prosecco, dove ancora si festeggia il primo anniversario di proclamazione Unesco, è un susseguirsi di paesaggi incantati, borghi con interessanti architetture religiose e ancora ville venete come la Pieve di San Pietro di Feletto o la chiesa parrocchiale di Guia, attribuita al Canova, la chiesa quattrocentesca di San Gregorio, Villa Piva, detta anche Villa dei Cedri, un antico opificio ottocentesco. Nella zona cru della Docg Conegliano Valdobbiadene dove si produce il celebre spumante Cartizze, tra le colline più scoscese di Santo Stefano, a Saccol c’è l’Osteria senza Oste dove si paga lasciando un’offerta. Vicine da non perdere Cison di Valmarino, con il castello arroccato raggiungibile in funivia, e Vittorio Veneto, città della Vittoria.

Prima di arrivare ad Aquileia una deviazione ci porta nell’asburgica Cormòns, cuore del Collio, altra zona vocata all’enologia tutta da scoprire. Così come è Palmanova, città- fortezza che si estende con le nove punte nel verde della pianura friulana, altro caso raro ed emblematico (sito Unesco) che abbiamo in Italia. Di pomeriggio a bordo di un archeobus si scopre Aquileia, la “seconda Roma” con le sue straordinarie vestigia (sito Unesco) e di notte, girando per l’affascinante città vecchia, si è letteralmente rapiti dall’isola di Grado.

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