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Sky, il Consiglio di Stato ribalta il Tar: sì al divieto di esclusiva sul web

Il Consiglio di Stato boccia la pronuncia del Tar. E così per Sky torna il divieto di esclusive sul canale Iptv, fino al 2022

di Andrea Biondi

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Il Consiglio di Stato boccia la pronuncia del Tar. E così per Sky torna il divieto di esclusive sul canale Iptv, fino al 2022


2' di lettura

Il Consiglio di Stato boccia la pronuncia del Tar. E così per Sky torna il divieto di esclusive sul canale Iptv, fino al 2022. Risultato? Per dirla in estrema sintesi nella prossima asta dei diritti tv non sarà più possibile replicare lo schema attualmente invigore per la serie A dove Sky e Dazn (che come Timvision, Netflix, Amazon utilizza quella piattaforma Internet) si spartiscono i match di Serie A: 7 a Sky e 3 a Dazn ogni settimana in esclusiva. Con il divieto stabilito da Antitrust e avallato dal Consiglio di Stato questo schema non sarà possibile per la prossima tornata.

Le tappe

Tutto deriva dall'operazione R2-Mediaset, vale a dire l’operazione di acquisto da parte di Sky della piattaforma su cui girava Mediaset Premium. Un passo indietro per capire la questione. Sky e Mediaset a fine marzo 2018 avevano raggiunto un accordo che, fra le varie cose, contemplava il passaggio della piattaforma R2 alla media company. Quell'intesa ha comportato anche l'immediato sbarco di Sky sul digitale terrestre; l'aumento della library per Sky con i canali di cinema e serie Premium; il ritorno dei canali Mediaset sulla piattaforma Sky dopo un periodo di oscuramento volontario da parte del Biscione.

L'acquisizione della piattaforma R2, sottoposta al vaglio dell'Antitrust, ad aprile 2019 è stata abbandonata con Sky - che ne aveva già acquisito il controllo – che l'ha restituita a Mediaset. L'Autorità comunque, ritenendo che l'operazione aveva già «generato effetti anticoncorrenziali», ha deciso di imporre a Sky il divieto di prodotti e canali in esclusiva su Iptv.

La decisione del Tar aveva ribaltato la situazione a favore di Sky assistita dallo studio Cleary Gottlieb con un team guidato dagli avvocati D'Ostuni e Beretta. Ora il Consiglio di Stato riporta tutto indietro. Aprendo scenari tutti da verificare, sulla prossima asta dei diritti tv del calcio, ma non solo. Per la media company si tratta di un paletto che va a ridurre non poco i margini dell’operatività, estromettendo un canale di distribuzione dalla possibilità di offrire esclusive e quindi contenuti premium che sono la polpa di una pay tv.

«Abbiamo appena appreso la decisione del Consiglio di Stato. Reputiamo la sentenza - sottolineano da Sky - sommaria e stiamo valutando le iniziative più opportune».

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