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Sky e Siae chiudono le liti e firmano un nuovo accordo sul diritto d’autore

Il network di Comcast e la Società autori ed editori trovano la quadra sui compensi agli aventi diritto di musica, cinema e arti drammatiche

di Andrea Biondi e Francesco Prisco

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3' di lettura

Pace fatta fra Sky e Siae. Sui compensi per il diritto d’autore l’accordo è stato trovato mettendo fine a una querelle annosa che ha visto Siae e Sky incrociare le lame più volte in tribunale. «Questi nuovi accordi avviano un nuovo corso nella collaborazione tra due dei maggiori player dell’industria creativa italiana, con un impegno comune nella valorizzazione e nella tutela del diritto d’autore, primo fra tutti attraverso la lotta alla pirateria», si legge nel comunicato congiunto.

I termini dell’intesa

L’intesa è onnicomprensiva. Si mette una pietra tombale su tutto e nell’accordo si comprende tutto, proprio per evitare di trovarsi un’altra volta in futuro nelle sabbie mobili della contesa. Nel nuovo patto siglato fra le parti si è trovata la quadra sulla «remunerazione sia dei repertori Musica e Cinema sia di quelli delle opere drammatiche, liriche, letterarie e delle arti figurative. Sono state, in particolare, stipulate licenze – si legge sempre nel comunicato congiunto – per tutte le utilizzazioni musicali di Sky Italia oltre che un nuovo contratto per il pagamento dell’equo compenso degli autori di opere cinematografiche e di serie tv, che fanno parte dell’ampio catalogo di contenuti offerto da Sky. A questi accordi si affiancano anche quelli relativi al servizio NOW, l’offerta OTT che consente di vedere i contenuti Sky in streaming».

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La soddisfazione di Duilio e Blandini

Andrea Duilio, ad di Sky, si dice «molto orgoglioso di questi nuovi accordi che rinsaldano il nostro rapporto di collaborazione con Siae, la più grande collecting italiana. Per chi come noi promuove la creatività e la crescita dei giovani talenti, con produzioni originali che guardano anche ai mercati internazionali, l’avvio di questo nuovo corso rappresenta sicuramente un fatto molto positivo e sono certo che lo sia anche per tutto il sistema audiovisivo», conclude il manager.

Il direttore generale Siae, Gaetano Blandini, dal canto suo commenta dicendo che «partnership di questa portata, con un operatore strategico nella comunicazione e nella vita culturale del nostro Paese, danno un contributo concreto alla crescita e allo sviluppo dell’industria culturale, un settore fondamentale per il rilancio del sistema Paese».

L’argomento del contendere

La vicenda, prima dell’intesa odierna, era finita in tribunale. Siae, per il periodo 2017-2020, rivendicava crediti non incassati per una cifra tra i 25 e i 30 milioni. La media company rispediva al mittente ogni accusa. Il 7 maggio 2021 la Società autori ed editori aveva inviato una diffida alla controllata di Comcast che, in risposta, aveva fatto opposizione e si era rivolta al Tribunale di Milano a tutela dei suoi interessi. Oggetto del contendere era essenzialmente la copia privata: compenso che produttori e importatori di dispositivi elettronici sono tenuti a versare come indennizzo verso i titolari dei diritti per la copia delle opere (musicali e video).

Soldi raccolti dalla Siae tenuta poi alla redistribuzione agli aventi diritto, cioè agli autori, produttori e artisti titolari dei diritti dei contenuti che possono essere riprodotti sui dispositivi. Vale per l’acquisto di pc, smartphone e tablet ma, quando si parla di Sky, il tema diventano i decoder e in particolare Sky Q, il superdecoder con una memoria che può arrivare fino a due terabyte. Dal 2009 Sky e Siae hanno condiviso i protocolli che fissavano il compenso della copia privata per i decoder, introducendo alcune revisioni tariffarie rispetto alle indicazioni del legislatore. L’ultimo protocollo – che prevedeva un compenso di 6,44 euro per i decoder fino a 500 giga di memoria – era scaduto nel 2016. Quello del 2022 riscrive la storia delle relazioni tra i due partner. Il team business di Siae, guidato da Sergio Fasano, e composto da Maria Cristina d'Harmant, Andrea Marzulli, Raffaella Celentano, Valeria Foresi e Gaia Mari, è stato assistito dall'avvocato Luca Scordino partner dello studio Elled Scordino De Bellis.

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