ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùmedia

Sky, ok dell’Antitrust all’acquisizione di Premium-R2 (con stop alle esclusive)

di Andrea Biondi


Catch-22: Clooney antimilitarista nella serie su Sky Atlantic

3' di lettura

Centoventotto pagine pesantissime quelle dell’Autorità Antitrust presieduta da Roberto Rustichelli. Il tema è quello dell’operazione Sky-Mediaset su R2, vale a dire il passaggio della piattaforma di Mediaset Premium (la piattaforma, non tutta Premium che rimane in capo all’editore Mediaset). Operazione saltata per voler delle parti ad aprile. Ma nelle pieghe del provvedimento c’è la bomba, i cui effetti ora sono tutti da scandagliare, anche se Sky ha già annunciato ricorso, dicendosi «sorpresa» e bollando il provvedimento dell’Autorità Antitrust come «del tutto ingiustificato» e «con il rischio di acuire gli svantaggi e le penalizzazioni» per Sky al cospetto degli operatori internet.

Concorrenza da «ripristinare»
Per «ripristinare la concorrenza sul mercato della pay-tv» l’Antitrust, con una decisione presa il 20 maggio e comunicata oggi, ha chiuso l’istruttoria sull’operazione Sky-R2 (il ramo di Mediaset Premium che doveva essere ceduto a Sky) deciso di imporre per un periodo di tre anni al gruppo Sky il divieto di «stipulare nuovi contratti di acquisizione dei contenuti audiovisivi e di canali lineari di editori terzi (i canali che vanno nell’offerta Sky, ndr.) per il territorio italiano con clausole di esclusiva per la piattaforma internet o con clausole aventi effetti equivalenti». Non solo: Sky, si legge nel provvedimento «in caso di costituzione di una nuova piattaforma proprietaria digitale terrestre che sia compatibile con gli asset di R2 modificati durante il periodo di controllo della stessa» avrà l’obbligo di aprire agli operatori che ne faranno richiesta «l’accesso a tale piattaforma proprietaria a condizioni eque, ragionevoli, non discriminatorie e orientate ai costi».

GUARDA IL VIDEO. In esclusiva Sky «Catch-22», la serie di Clooney

L’operazione R2
In questo modo - spiega una nota - l’Autorità ritiene che la concorrenza potenziale delle offerte televisive a pagamento via internet possa garantire in futuro «un’adeguata pressione concorrenziale, che permetta una riduzione dei prezzi per i consumatori e un incremento dei contenuti audiovisivi a disposizione degli stessi». Poco importa che ad aprile le due società abbiano deciso spontaneamente di far marcia indietro e di far saltare la cessione di R2 a Sky ritarando il loro accordo che, va ricordato, rientra nel quadro di una più ampia intesa raggiunta a fine marzo 2018, fra i cui punti si annovera il ritorno dei canali in chiaro Mediaset sulla piattaforma Sky e lo sbarco della pay tv di casa Comcast sul digitale terrestre.

L’istruttoria conclusa
Per l’Agcm, che ha concluso in data 20 maggio l’istruttoria legata proprio alla vendita di R2, «la realizzazione dell’operazione di concentrazione ha comportato il rafforzamento della posizione dominante del gruppo Sky sul mercato» della pay tv «tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza in tale mercato e nei mercati ad essi connessi, il mercato della fornitura all’ingrosso di canali televisivi preconfezionati per la televisione a pagamento e i suoi possibili sub-segmenti (basic e premium) e il mercato della licenza dei diritti di trasmissione di contenuti audiovisivi e i suoi sub-segmenti». L’operazione, insomma, ha generato evidenti effetti anticoncorrenziali, «con la conseguente scomparsa anche in chiave prospettica della pressione concorrenziale esercitata negli anni passati da Mediaset Premium». Tali effetti sono «irreversibili e le condizioni concorrenziali precedenti alla concentrazione non sono state ripristinate a seguito della restituzione di parte della società R2 al gruppo Mediaset».

I rischi dello stop
Da qui la caduta dellle possibilità di esclusiva sulle piattaforme web, l’obbligo di apertura in caso di avvio di propria piattaforma di digitale terrestre, ma anche la nomina, entro due mesi, «di un fiduciario incaricato di verificare e controllare l’adempimento delle misure, sottoposto ad approvazione dell’Autorità» e «l’obbligo di predisporre una relazione entro tre mesi dalla presente decisione e successive relazioni a cadenza annuale recanti indicazioni in merito alle azioni intraprese da Sky ai fini dell’adempimento alle suddette misure».

Sky annuncia il ricorso
Sky, in una nota ufficiale, «prende atto che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha dato il via libera all’operazione Sky/R2. Siamo sorpresi che l’Autorità abbia deciso di imporre dei “rimedi” visto che l’operazione di acquisto non è mai stata finalizzata e che le parti hanno già proceduto alla restituzione della piattaforma di R2 nel gruppo Mediaset. Sky si è limitata a usare i servizi della piattaforma tecnica di Mediaset per poter essere presente con una propria offerta anche sul digitale terrestre. Il divieto di esclusive su internet deciso ora da Agcm per Sky - continua la nota - appare del tutto ingiustificato e scollegato rispetto al tema della piattaforma tecnica terrestre sollevato dalla stessa Autorità, con il rischio di acuire gli svantaggi e le penalizzazioni già sopportate da Sky verso gli operatori internet in virtù delle evidenti asimmetrie normative e fiscali oggi ancora presenti. Sky - conclude il comunicato - farà dunque ricorso nelle sedi competenti».

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...