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Sky sceglie Open Fiber per l’offerta sulla fibra

di Andrea Biondi

(Fotogramma)

4' di lettura

Che una cosa del genere sarebbe accaduta lo aveva scritto lo stesso Gruppo Sky Plc nella sua ultima trimestrale, segnalando che il lancio dell’offerta via Ip sarebbe avvenuto prima in Italia, poi in Austria e poi in tutti gli altri mercati chiave. Detto, fatto: dopo rumors rimbalzati ormai da quasi un anno, Sky Italia e Open Fiber hanno annunciato ieri ufficialmente il lancio di un servizio via fibra a partire dall’estate 2019. Questo servizio, spiegano i due operatori in una nota congiunta, andrà ad affiancarsi a quello via satellite e grazie a questo accordo Sky «beneficerà dei vantaggi offerti dall’infrastruttura in fibra ottica di Open Fiber – FTTH, Fiber-To-The Home – nelle principali 271 aree urbane del Paese».

Un matrimonio, quello fra Sky e Open Fiber, in cui per entrambi si apre una nuova fase. Per quanto riguarda Sky questa è sicuramente legata all’accelerazione sulla strategia multipiattaforma: non solo satellite, quindi, ma anche fibra e Ip in genere. L’accordo è di grande importanza anche per Open Fiber che così va a unire, al suo novero di partner commerciali fatto di telco pure (Vodafone, Wind Tre, Tiscali fra gli altri), anche un content provider big come Sky che punta così ad aumentare il suo parco abbonati fatto in Italia di 4,768 milioni di sottoscrittori, all’interno di un parco abbonati di 23 milioni nei cinque mercati in cui opera (oltre all’Italia anche Uk, Irlanda, Germania e Austria), con un ricavo medio per utente di 44 euro (per l’Italia) e con un “churn”, un tasso d’abbandono della clientela, al 9,6%: il più basso fra i Paesi del Gruppo.

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Va detto che Sky ha iniziato in Italia a fornire il servizio su fibra con Tim già tre anni fa e che nell’offerta Sky esiste l’Ott Now Tv, senza parabola né decoder. Con Tim la questione è finita in tribunale e di fatto la telco non sta vendendo quella che doveva essere un’offerta “quad play” all’interno di un’alleanza industriale che prevedeva anche un decoder ad hoc.

I primi risultati pratici dell’alleanza a lungo termine Sky-Open Fiber si vedranno dal 2019. Da questo punto di vista, va rilevato come il quadro in un lasso di tempo come questo potrebbe cambiare riportando proprio Tim in partita nel caso in cui arrivassero a prendere corpo quegli scenari, per ora solo teorici, che prevederebbero un matrimonio fra la netco di Tim con la rete scorporata e Open Fiber. Fantafinanza per ora. Di concreto al momento c’è invece che l’alleanza fra Sky e la controllata di Enel e Cdp presieduta da Franco Bassanini sblocca il fronte dell’offerta di pay tv attraverso la modalità Ip. Sul versante tecnologico l’arcano è il nuovo decoder Sky Q: il box Sky di ultimissima generazione lanciato recentemente e che dal 2019 potrà dunque funzionare anche via internet oltre che via satellite.

«L’ambizione di Sky – ha commentato l’ad di Sky Italia Andrea Zappia – è quella di essere protagonista dello sviluppo dell’industria televisiva in Italia e del processo di digitalizzazione del Paese. Questo accordo con Open Fiber va esattamente in questa direzione. Siamo convinti che la pay tv abbia ancora ampie possibilità di crescita in Italia. La fibra rappresenta un modo semplice e innovativo per portare nelle case italiane un servizio televisivo di qualità sempre maggiore e i migliori contenuti on demand». La strategicità di questo accordo a lungo termine è segnalata anche dall’amministratore delegato di Open Fiber, Elisabetta Ripa: «Crediamo fortemente che il nostro modello di business, wholesale only, sia il migliore per accelerare la penetrazione in Italia dei servizi innovativi a banda ultralarga realizzati su una infrastruttura interamente in fibra. Questo accordo strategico è una pietra miliare per promuovere i vantaggi e le potenzialità dei nostri servizi attivi di telecomunicazione».

Lato Sky, la fibra andrà così dal 2019 a porsi come alternativa concreta alla modalità via satellite per la quale la pay tv del gruppo Murdoch ha da tempo un accordo “bundle” con Fastweb, rinnovato fino al 2021. L’idea non è quella di sottrarre, ma di unire possibilità di sottoscrizione unendo ai contenuti premium lo sviluppo dell’infrastruttura in fibra attesa con i piani di Open Fiber. Va anche detto che il gruppo televisivo – interessato a livello internazionale da un tentativo di takeover da parte di Ripert Murdoch che vorrebbe acquisirne la totalità, ma anche da un’offerta di Comcast e da un tentativo di takeover a più ampio raggio da parte di Disney – in Uk ha un modello di servizi in cui fornisce contenuti di pay tv via cavo insieme alla connessione in ultrabroadband e a servizi di telefonia.

Con il 2019 l’offerta Sky via Open Fiber arriverà in contemporanea con l’avvio operativo dell’accordo Sky-Netflix, annunciato qualche settimana fa, con pacchetto tv ad hoc, che riunirà al suo interno contenuti Sky e Netflix, che potranno quindi poi essere anche pagati con un’unica transazione. E quiè chiaro che la diffusione via fibra diventa quasi conditio sine qua non.

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