Sport e Finanza

Slitta l’asta dei diritti Champions per l'Italia: Sky, Premium e Tim alla finestra

di Andrea Fontana

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2' di lettura

Tempi più lunghi per la gara dei diritti tv di Champions League, Europa League e Supercoppa europea per l'Italia che non entrerà nel vivo prima di maggio. La federazione europea del calcio, la Uefa, ha aggiornato il calendario relativo alle prossime aste di assegnazione delle licenze a trasmettere le tre stagioni 2018-21 della Champions e della ex Coppa Uefa e le edizioni 2018-19-20 della Uefa Super Cup: nelle comunicazioni ufficiali non compaiono ancora i termini per la procedura per i diritti italiani che quindi, considerati i tempi tecnici di almeno un mese tra la pubblicazione del bando e la raccolta delle proposte vincolanti, entrerà nel vivo non prima di metà maggio. Tra i mercati più attesi, e remunerativi per l'Uefa, dopo l'asta per la Germania, le cui offerte finali sono attese per il prossimo 3 aprile, è scattata infatti oggi quella per il mercato francese con l'invito ai potenziali pretendenti a presentare una offerta entro il 3 maggio. In corso anche le gare per i territori di Austria, Svizzera e Polonia.

L'unica gara giunta ad assegnazione fino a questo momento è quella inglese, di gran lunga la più "ricca", con BT che si aggiudicata entrambi i pacchetti (Champions e Supercoppa da una parte, Europa League dall'altra) per complessivi 1,18 miliardi di sterline. Come ricorda la Uefa, i diritti offerti sono neutrali rispetto alla piattaforma di distribuzione così da consentire agli acquirenti uno sfruttamento su tv, internet e mobile e inoltre un utilizzo sia con programmi lineari sia on demand. L'ultima gara relativa all'Italia aveva portato all'assegnazione a Mediaset Premium dei diritti della Champions League 2015-18 e della Supercoppa e a Sky quelli dell'Europa League.

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Le aste italiane sono particolarmente attese anche a livello finanziario per capire quali pretendenti si contenderanno le licenze Uefa: data per scontata la partecipazione di Sky, la curiosità riguarda le scelte di Mediaset Premium - alla luce della strategia di ridimensionamento della pay-tv annunciata dal gruppo col nuovo piano e della volontà di assumere un approccio «opportunistico» sui diritti del calcio - ma anche la possibilità che altri concorrenti scendano in campo a cominciare dai gruppi delle telecomunicazioni. Ieri l'amministratore delegato di Tim, Flavio Cattaneo, ha dichiarato la disponibilità «a partecipare, anche con diverse opzioni di partner, alle aste dei diritti sportivi».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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