Brand specializzati

Slowear, marchi d'eccellenza in negozi intimi come case

Il progetto dal 2003

di Giulia Crivelli

Look per l'autunno, un puzzle dei 4 brand di Slowear: Incotex (pantaloni), Montedoro (capispalla), Glenshirt (camicie) e Zanone (maglieria)

2' di lettura

Facile e difficile allo stesso tempo: potremmo definire così quel che resta del 2021 per Slowear, un progetto-azienda nato nel 2003 dalla visione di Roberto Compagno su cosa significhi vestire (wear), più che seguire la moda. Quattro i marchi del progetto, tutti iperspecializzati: Incotex (pantaloni), Glenshirt (camicie), Montedoro (capispalla) e Zanone (maglieria). Trovano “casa”, non sempre tutti insieme, con la distribuzione wholesale nei multimarca di tutto il mondo, oppure convivono nei negozi a insegna Slowear, 30 tra Europa e Stati Uniti.

Un futuro a breve facile, dicevamo, perché la strada tracciata da Compagno è chiara e perché la solidità del progetto e dell’azienda è confermata dall’andamento durante la pandemia (si veda Il Sole 24 Ore del 22 gennaio). La parte difficile, per i collaboratori e non solo, sarà abituarsi all’assenza di Compagno, scomparso a soli 62 anni meno di una settimana fa, mercoledì 15 settembre.

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La fashion week donna che inizia oggi segna una svolta e il ritorno in presenza di sfilate, presentazioni, eventi. Compagno era veneto, ma amava Milano e Slowear aveva investito molto sulla città, con un monomarca in via Solferino, ampliato a pochi mesi dallo scoppio della pandemia con una formula, ca va sans dire, originale: si tratta in realtà di spazi attigui ma separati, uno per l’uomo (tradizionalmente più importante per Slowear), l’altro per la donna, dove c’è una sorta di bar, che discretamente offre bevande calde e fredde.

Anche nel progettare l’espansione retail, Compagno ha anticipato i tempi: quando molti marchi della moda e del lusso studiavano format caratterizzanti e replicabili ovunque, lui pensava a spazi che ricordano salotti accoglienti e diversi da città a città e da Paese a Paese. Di simile, in Italia, c’è forse W.P. Lavori in corso: anche l’azienda di Bologna ha puntato su negozi arredati come case, ma l’offerta di prodotti e brand è diversa.

Quello che rende Slowear unico al mondo è la specializzazione dei singoli marchi: non potrà mai esserci un total look Incotex, ad esempio, perché il brand punta all’eccellenza nei pantaloni e, come disse una volta Compagno e come sanno i sarti, «fare pantaloni, soprattutto da uomo, è difficilissimo». Lo stesso vale per gli altri tre marchi, che negli anni hanno però sperimentato nello stile e con tessuti e lavorazioni. Slowear è un progetto industriale, distributivo e culturale: non sembri un’esagerazione. Ci vuole coraggio per parlare di abbigliamento “lento” mentre – era questo lo scenario nel 2003 – si diffondono i marchi “veloci”, quelli che chiamiamo fast fashion. Oggi sono in molti, parlando di sostenibilità, a rivalutare la qualità, che per definizione ha un prezzo, e la durata nel tempo. Slowear presenta due collezioni all’anno, alle quali si aggiungono collaborazioni e flash e i negozi ospitano accessori di altri marchi: Compagno sapeva benissimo che il mercato chiede novità, che i consumatori vanno stimolati. Allo stesso tempo però non ha mai pensato di stordirli, né di inondare retail e wholesale di prodotti, una formula che il tempo, pensiamo, continuerà a dimostrare vincente. Almeno per Slowear.

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