Rifiuti

Smaltimento della pollina: la soluzione nelle Marche

La risposta green

di Michele Romano

2' di lettura

La soluzione dello smaltimento della pollina, ossia il letame dei polli (1,6 bilioni di capi in tutta Europa, ndr.), che produce 25 milioni di tonnellate/annue di gas serra e rilascia nel terreno metalli pesanti, arriva da brevetti e tecnologia tutta italiana e una prima sperimentazione, testata con successo nell’ambito del progetto Life Chimera, con un investimento complessivo di oltre 2,2 milioni. La risposta in chiave green è nata nelle Marche, sviluppata da due ingegneri meccanici, Michele Marcantoni e Rosalino Usci, a capo di 3P Engineering, società di ingegneria della provincia di Ancona, che ha già realizzato due impianti prototipo nelle Marche, uno a Osimo, nello stabilimento di Fileni, tra i più grandi player italiani nella produzione di carni, l’altro presso l’azienda agricola Fratelli Lorenzetti, a Castelfidardo.

«Chimera riduce drasticamente l’impatto dell'emissione di gas serra con una innovativa tecnica di combustione per cui abbiamo registrato due brevetti» spiega Marcantoni. I vantaggi anche economici sono significativi: «Gli allevatori eliminano i costi di gestione, di trasporto e di smaltimento di un agente inquinante, lo scarto dell’allevamento – spiega Usci - grazie all’impianto, la pollina viene invece trasformata in un prodotto ricco di azoto, fosforo e potassio, diventando così un fertilizzante naturale». Le analisi chimiche condotte confermano «l’abbattimento di sostanze nocive nell’approccio di Chimera, generando un circolo virtuoso e coerente con l’economia circolare».

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C’è un ulteriore vantaggio, misurato dal team Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino, guidato da Enrico Marcantoni: «La maggior parte dei modelli per impianti di smaltimento risulta piuttosto costosa e richiede un elevato grado di manutenzione, a differenza della tipologia di filtro utilizzato per Chimera, soluzione più efficiente ed economica, e soprattutto più ecologica».

La prossima sfida è testare Chimera in Olanda, nel Noord-Brabant, presso Renders&Renders, azienda avicola di grandi dimensioni e partner del progetto Life. Un banco di prova ancora più impegnativo rispetto alla sperimentazione in Italia: i Paesi Bassi sono il più grande esportatore di carne dell’Unione Europea e, a causa degli allevamenti intensivi, sforano i livelli per le emissioni di ossido di azoto. Chimera lavorerà a ciclo continuo per un anno, con l’obiettivo di smaltire circa 1.500 tonnellate di pollina, producendo 260 tonnellate di fertilizzante, oltre a energia termica ed elettrica. L’interesse sul progetto marchigiano va anche oltre i confini europei: a 3P Engineering si sono rivolti imprenditori di altri Paesi, dal Sud America all’Africa, proprietari di allevamenti intensivi di polli interessati alla gestione di questo sottoprodotto di scarto, in ottica di economia sostenibile.

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