L'intervista

«Smart city e smart land per la rinascita di imprese e sviluppo del territorio»

di Marco Ludovico

Giovanni Legnini. Il commissario straordinario di Governo alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017

2' di lettura

La «messa a terra» dei progetti di sviluppo va fatta per gli interventi pubblici entro il 2022. Ma «per la crescita di imprese e lavoro possiamo cominciare al più presto, la tempistica può essere rapida». Parola di Giovanni Legnini, commissario straordinario di Governo alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017. «Agiremo con determinazione: faremo ricorso al modello del Contratto di sviluppo» spiega il commissario «e gli affiancheremo un pacchetto di semplificazione delle normative». Bisogna non solo ricostruire ma «restituire respiro d’impresa e di vitalità economica e sociale a un territorio già in parte in declino prima del sisma». La crisi demografica, l’abbandono di tanti nuclei urbani, la rinuncia a investire nel territorio c’erano già. «Ora si tratta non solo di far decollare la ricostruzione ma di innescare soprattutto la rinascita dell’Appennino. Le misure del Pnrr Sisma, infatti, sono complementari e integrative rispetto a quelle per la ricostruzione e a quelle del Pnrr nazionale». Per Legnini, insomma, deve partire una spinta per tornare a far battere forte «il cuore d’Italia». Il modello multilivello di governo per gli intervento sul terremoto - la Presidenza del Consiglio, i quattro presidenti delle Regioni colpite più sei sindaci in rappresentanza dei Comuni - dovrà puntare «sul ripopolamento dei territori e generare sviluppo e lavoro con la massima intensità di aiuti pubblici possibile». Il commissario sottolinea come «per favorire l’insediamento o la ricostruzione di insediamenti produttivi e altre attività d’impresa si possa agire anche con lo strumento dell'Ordinanza»: ha valenza di una norma di legge. Gli strumenti per far presto, dunque, ci sono e, del resto, le scadenze dei fondi assegnati «hanno tempi molto stringenti». L’iniezione di fondi punta a un obiettivo più complesso della ricostruzione fisica degli edifici residenziali e produttivi. Bisogna stimolare la nascita o rinascita di imprese e rendere i territori di nuovo attraenti «perchè così ricomincia a girare il circolo virtuoso dell’economia». Chiave di volta di questi processi «sarà l’azione a tutto campo per trasformare borghi e territori colpiti dal sisma in smart city e smart land». Un modello «che si aggiunge e non sostituisce il piano per la banda larga del ministro Colao. Riteniamo che una configurazione digitale potente delle aree dove interveniamo sia un fattore determinante di rinascita e risveglio dell’economia locale». L’obiettivo della «rigenerazione urbana» è determinato con una massiccia «digitalizzazione dei territori» secondo le linee più aggiornate della tecnologia, 5G e intelligenza artificiale per citare due esempi. Un’area, quella del cratere sismico, «ricca di identità, tradizioni, centinaia di borghi e tre parchi nazionali, il Gran Sasso-Laga, quello dei Monti Sibillini, e con il cratere 2009 anche un lembo del Parco della Maiella, diventa ora con le sue potenzialità il laboratorio della rinascita. Non potremo esitare neanche un attimo, accelereremo i processi di incentivi con il massimo sforzo».

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