CASA & TECNOLOGIA

Smart home, -5% nell’anno del Covid e l’Italia insegue Germania, Francia e UK

Calo contenuto per il comparto nell’anno in cui le produzioni e le catene di fornitura internazionali hanno sofferto. Anche in Italia cresce la consapevolezza della “casa intelligente” ma restiamo indietro rispetto ai grandi Paesi europei. Peggio di noi, solo la Spagna

di Paola Guidi

3' di lettura

La Smart home piace agli italiani, ora ne sanno di più di prima, e non è solo una moda per gli hi-tech dipendenti perché proprio nell'anno più nero per l’economia, il 2020, il fatturato stimato della home automation non ha avuto i crolli registrati in altri comparti delle tecnologie. L’anno si è infatti chiuso con un calo di appena il 5% rispetto al 2019, per un totale di 505 milioni di euro. Un calo comunque inferiore a quello del 5,8% comunicato di recente da GFK per quanto riguarda l’intero settore della smart building nel mondo.

Questi i risultati resi noti venerdì 19 febbraio dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano in occasione del quinto appuntamento sulla smart home, dal titolo “Stay home: stay in a smart home: la casa intelligente alla prova del Covid”. Se questo calo è da considerare contenuto, quei 505 milioni del settore ci lasciano sempre molto indietro come valore assoluto in Europa, dove primeggia la Germania con ben 2,9 miliardi, l’Inghilterra con 2,8 e la Francia con 1,13. Dietro di noi solo la Spagna con 420 milioni di euro. All’interno dell’ampio panorama reso noto dalla ricerca del Politecnico emergono comunque non pochi indici positivi, a partire dall’atteggiamento sempre più favorevole rispetto al passato, del consumatore finale che ora, grazie o a causa del Covid, sa di dover rendere l’abitazione più sicura, meno energivora, più connessa e più confortevole.

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Sicurezza e «speaker»

Delle persone interrogate da un’indagine Doxa che hanno dichiarato di voler ristrutturare sempre di più la propria casa, ben il 46% lo sta già facendo o si appresta a farlo e, senza che vi siano state specifiche indicazioni, lo fa per usufruire delle notevoli agevolazioni fiscali previste dal Governo Conte, previste in gran parte per interventi di tecnologie digitali di una certa consistenza ai fini di una aumentata efficienza energetica e di una connettività completa. I comparti di investimento più consistenti sono stati nel 2020 a pari merito la security con il 21% (in calo) e, sorprendentemente, gli smart home speaker che sono cresciuti del 10% con un 21% di valore sul totale: al secondo posto i majaps con un aumento del 17% e una incidenza sul totale del 20 per cento.

Trattamento del clima

Particolarmente importante ai fini di un taglio deciso dell’inquinamento è il trattamento intelligente del clima, settore salito del 15%, come sottolinea uno dei numerosi sponsor Ariston Thermogroup, big mondiale del comparto. Questi device intelligenti ed ecosostenibili rappresentano ormai il 15 per cento del mercato degli apparecchi per il riscaldamento e la climatizzazione. Cresce, inoltre, la cultura digitale degli italiani, rimasti negli anni scorsi, negli ultimi posti in Europa. Se ne 2017 solo il 55% degli italiani aveva sentito parlare di smart home, nell'anno appena trascorso la percentuale è quasi il 70%; il 62% sono interessati all’acquisto di servizi smart e il 33% sono disposti a pagare di più per un servizio aggiuntivo. E di questi servizi il più interessante è prevedibilmente la consulenza medica (35%) seguita dall’analisi dei consumi energetici (31%) e dall’assistenza e manutenzione (30 per cento).

Il mercato internazionale

Quanto ai mercato internazionali, come risulta dai dati GFK, il mercato mondiale è sceso quasi del 6% per un valore di 342 miliardi di dollari. E mentre in Cina Media Research rileva che le smart home sarebbero aumentate raggiungendo un valore di 170 miliardi di yuan contro i 153 del 2019, in quasi tutti i paesi europei e americani si è verificato un calo dei tv intelligenti soprattutto perché il blocco dei trasporti ha impedito l’arrivo nelle fabbriche dei display. La domanda di altoparlanti smart (Alexa per intenderci) è stata “globale” poiché nel sostituire gran parte dei telecomandi e dei display rende più facile dare comandi e segnali. Molto forte è stata quasi ovunque la domanda di apparecchi per trasformare la casa in luogo connesso e utilizzare i vantaggi dell’home office; secondo GFK sino a giugno la crescita del mercato è stata dal 17 al 12% con andamenti abbastanza omogenei in quasi tutti i paesi.

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