ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa fotografia dell’Inapp

Smart working, il 65% delle aziende lo usa anche per affrontare il caro energia

Tra gli aspetti ritenuti vantaggiosi da oltre la metà dei datori di lavoro smart, il potenziale aumento del risparmio dei costi di gestione degli spazi fisici (65,8%)

Smart working: piu' tempo libero, ma aumenta stress

2' di lettura

Lo smart working piace alle imprese. Tra i vantaggi che garantisce, c’è anche quello di affrontare questa fase di “caro energia”, garantendo dei risparmi in bolletta (spesa che va affrontata dallo smart worker). Il 66,1% fra coloro che hanno avuto modo di sperimentare lo smart working nella propria sede, infatti, afferma che tale modalità lavorativa incrementa la produttività, contro il 47,4% del resto dei datori di lavoro.

Tra gli aspetti ritenuti vantaggiosi da oltre la metà dei datori di lavoro smart sono il potenziale aumento del risparmio dei costi di gestione degli spazi fisici (65,8%; in particolare per le piccole imprese) e l'effetto che può avere in termini di riduzione dell'assenteismo (64,6%). Per i lavoratori, gli svantaggi sono soprattutto l’aumento dell’isolamento e dei costi fissi.

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La fotografia dell’Inapp

La fotografia viene fuori da un report presentati dall’Inapp (Istituto nazionale per l'analisi delle politiche pubbliche): l’ “Attualità e prospettive dello smart working. Verso un nuovo modello di organizzazione del lavoro?”. L’indagine analizza oltre 15mila interviste ad occupati (dai 18 anni) e a 5mila unità locali/imprese del settore privato extra agricolo (V Indagine sulla Qualità del lavoro), effettuate nel 2021.

OPINIONI DEI DATORI DI LAVORO SUI VANTAGGI DELLO SMART WORKING PER UL SMART E UL SENZA SMARTWORKERS
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Nel corso del 2021, durante la seconda fase emergenziale, dopo un primo anno di sperimentazione, diverse realtà produttive hanno continuato ad impiegare lo smart working, seppur riducendo i giorni di lavoro concessi da remoto o la quota di addetti compresi in tale modalità lavorativa. L'esperienza vissuta da milioni di lavoratori continuerà probabilmente a far parte del mondo del lavoro, anche se con diffusione ed intensità differenti, e potrebbe avere nel futuro ricadute importanti a diversi livelli.

Lavoro agile, più della metà delle aziende punta a mantenere gli addetti coinvolti

Dal report emerge che le realtà produttive che hanno sperimentato lo smart working intendono continuare a utilizzarlo e nello specifico oltre la metà (55,5%) vorrebbe mantenere inalterata la quota di addetti coinvolti, il 3,7% vorrebbe aumentarla mentre il 41,2% intende diminuirla.

I rischi

A parte il rischio legato al potenziale isolamento dei lavoratori, i datori smart esprimono preoccupazione rispetto: alle relazioni e agli scambi professionali (42,8%); alla potenziale perdita del senso di appartenenza (40,9%); alla necessità di ripensare i modelli di leadership e di gestione del personale (31,6%); alle difficoltà nel monitorare il lavoro svolto (31,2%); e infine solo nel 26% dei casi per le difficoltà dovute alla carenza di competenze digitali dei dipendenti.

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