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Smart working, dai genitori di under 14 agli statali: ecco novità e scadenze

Scade a fine dicembre il diritto al lavoro agile per fragili e genitori di figli under 14. Nella Pa si va verso un ricorso più sistematico dello smart working

di Andrea Gagliardi

Smart Working: "Meta' delle aziende vorrebbero tenerlo"

2' di lettura

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione n.112 del decreto Aiuti-bis è stato prorogato fino al 31 dicembre il diritto al lavoro agile per i lavoratori fragili e per i genitori di figli under 14. Le risorse sono pescate dal Fondo sociale per l’occupazione del ministero del Lavoro. Sempre fino alla fine dell’anno, è stata prorogata la facoltà, per il datore di lavoro di decidere unilateralmente il ricorso allo smart working, con modalità semplificata, senza passare per l’accordo individuale con il lavoratore.

Proroga per i genitori con figli under 14

Dunque, ricapitolando, per i lavoratori dipendenti del settore privato che abbiano almeno un figlio minore di 14 anni il diritto al ricorso al lavoro agile è prorogato dal 31 luglio al 31 dicembre 2022, se compatibile con le caratteristiche della prestazione. Sono fissate alcune condizioni: nel nucleo familiare non deve esserci un altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, e non deve esserci un genitore non lavoratore.

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Diritto esteso anche per i lavoratori più a rischio

Beneficiano della proroga - la scadenza passa dal 31 luglio al 31 dicembre 2022 - anche i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che, sulla base delle valutazioni degli organi competenti di Medicina legale oppure dei medici di medicina generale, siano maggiormente esposti a rischio di contagio Covid , in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o, comunque, da comorbilità (dall’inglese comorbidity, cioé da coesistenza di più patologie diverse in uno stesso individuo) che possano caratterizzare una situazione di maggiore rischio.

Come funziona lo smart working nella Pa?

Per i dipendenti pubblici, già dal 15 ottobre 2021, il principio generale al quale devono attenersi i dirigenti degli uffici, è quello della prevalenza, per ciascun lavoratore, dell’esecuzione della prestazione in presenza. Il rientro in ufficio dopo la pausa estiva, comunque, ha visto i dirigenti pubblici impegnati perciò nella riorganizzazione del tempo di lavoro del personale in presenza e in smart working. Sono cambiate, infatti, le particolari situazioni dei lavoratori che garantiscono un diritto di precedenza nell’accesso al lavoro agile, delle quali i datori di lavoro devono ora tenere conto.

Situazione in evoluzione

Ma la situazione potrebbe cambiare. Il neo ministro della Pa Paolo Zangrillo è infatti convinto, a certe condizioni, della necessità di uno sprint per il lavoro agile nella Pa. «Con la pandemia il numero di lavoratori italiani che hanno lavorato in smart working è passato da 500mila a 5 milioni», ha dichiarato. «È sbagliato pensare che nella pubblica amministrazione non funzioni», ha proseguito. «Ci sono già molteplici contratti collettivi che ne prevedono il ricorso. L’importante è organizzarsi: se siamo capaci di organizzare il lavoro agile in modo da garantire la produttività, passando da una logica di controllo alla misura del risultato e alla verifica delle performance, penso allora si tratti di uno strumento utile».

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