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Smart working, al ministero basta solo l’elenco dei dipendenti

Il decreto: dall’1 settembre i datori di lavoro dovranno comunicare in via telematica al ministero del Lavoro i nominativi dei lavoratori e la data di inizio e di cessazione della prestazione in smart working

di Claudio Tucci

Smart Working, prima indagine su policy aziendali in Italia

2' di lettura

Dal 1° settembre entrano in vigore le nuove comunicazioni semplificate in materia di lavoro agile previste dal decreto Semplificazioni. Quindi, dall’inizio del prossimo mese, i datori di lavoro dovranno comunicare in via telematica al ministero del Lavoro i nominativi dei lavoratori e la data di inizio e di cessazione della prestazione in smart working.

A prevederlo è un decreto firmato da Andrea Orlando, pubblicato il 23 agosto, che recepisce, anche alla luce dell’esperienza (positiva) maturata durante la pandemia, una specifica richiesta avanzata dalle parti sociali nel protocollo sul lavoro agile sottoscritto lo scorso dicembre, di semplificare cioè tutta la procedura di trasmissione degli accordi individuali (che sono tornati obbligatori dopo la fine della normativa Covid, la quale prevedeva il lavoro agile su scelta unilaterale dell’impresa).

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Il portale portale lavoro.gov.it

L’accesso alle funzionalità per la trasmissione delle comunicazioni relative agli accordi per lo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità smart è consentito dal portale lavoro.gov.it a coloro che sono in possesso delle credenziali Spid, rilasciate da uno qualsiasi dei gestori indicati dall’AgID (Agenzia per l’Italia digitale); o sono in possesso di una Carta d’identità elettronica (Cie). Si può accedere scegliendo sia il profilo “referente aziendale” (si potranno inviare comunicazioni solo per un’azienda), sia il profilo “soggetto abilitato” (in questo caso, nella medesima sessione di lavoro si potranno inviare comunicazioni per diverse aziende). In alternativa alla trasmissione tramite applicativo web è possibile la trasmissione in forma massiva (attraverso la modalità massiva Rest, utile per l’invio di una elevata numerosità di periodi di lavoro agile da comunicare).

Soddisfatto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando: «L’esigenza di semplificazione degli obblighi di comunicazione nasce dalla necessità di rendere strutturale una procedura già ampiamente sperimentata nel periodo emergenziale in considerazione di un sempre maggiore utilizzo di questa modalità di svolgimento del lavoro - ha spiegato il titolare del dicastero di via Veneto -. In questo modo si snelliscono le procedure per i datori di lavoro e non si aggravano gli uffici ministeriali di adempimenti amministrativi ritenuti non necessari».

La procedura

In pratica, con questo decreto, e dopo la mancata proroga della normativa emergenziale, lo smart working funzionerà così, come ci spiega il professor Arturo Maresca, ordinario di diritto del Lavoro all’università la Sapienza di Roma: «Per utilizzare il lavoro agile si dovrà sottoscrivere un accordo individuale, anche in quelle imprese che hanno un accordo sindacale, con tutti i contenuti richiesti, dall’individuazione della collocazione della prestazione alla disconnessione e cosi via. Dal 1° settembre si consente una comunicazione semplificata dell’avvenuta stipulazione dell’accordo individuale. Quindi, non bisognerà più trasmettere l’intero contratto, ma solo, attraverso un modello reso disponibile con il decreto di ieri del ministero del Lavoro, solo poche informazioni, quali i nominativi dei lavoratori agili, il loro codice fiscale, se titolari di un contratto a tempo indeterminato, a termine o apprendistato, inizio e fine dello smart working, e non tutto il contenuto dell’accordo individuale, ad esempio quanti giorni di lavoro agile si fanno. Per le imprese è una semplificazione importante».

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