il quesito del lunedì

Smart working, non cambiano i permessi per i genitori dei neonati

Non ci sono ragioni per escludere o ridurre l’applicabilità dei riposi spettanti ai lavoratori nel corso del primo anno di vita del figlio

di Stefania Radoccia

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2' di lettura

Il quesito. Durante il primo anno di vita del bambino, un genitore ha diritto a due periodi di riposo di un’ora ciascuno, cumulabili durante la giornata. Il riposo è uno solo quando l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore. Se il bambino va all’asilo nido o in un’altra struttura per l'infanzia, istituita dal datore di lavoro nell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze, i due riposi sono di mezz’ora ciascuno. Se infine l’orario di lavoro è inferiore a sei ore al giorno, è previsto un solo riposo di un’ora.
Un’azienda sostiene che, in base alle disposizioni dell’Inps, se un genitore è in smart working le due ore giornaliere si dimezzano. È corretto?
P.D. - TRENTO

La risposta. Posto che al lavoratore che svolge la propria attività in modalità di smart working (altrimenti detto telelavoro) è garantito il medesimo trattamento economico e normativo previsto per il caso di prestazione lavorativa svolta nei locali aziendali, parrebbero – allo stato – non esservi ragioni per escludere l’applicabilità delle previsioni normative contenute nel Dlgs 151/2001 in tema di riposi giornalieri fruibili dalla lavoratrice madre e dal lavoratore padre, in taluni casi, nel corso del primo anno di vita del bambino.

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In particolare, non risultano essere state emanate regolamentazioni specifiche in tema di compatibilità e/o fruizione di permessi giornalieri da parte dei lavoratori in smart working, salvo quanto previsto per il caso dei cosiddetti congedi Covid–19 introdotti dall’attuale normativa emergenziale.

Il quesito è tratto dall’inserto L’Esperto risponde, in edicola con Il Sole 24 Ore di lunedì 2 novembre .

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