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Smart working, verso una proroga oltre il 31 dicembre per lavoratori fragili e con figli under 14

La norma è allo studio del Governo, è in corso interlocuzione con il ministero della Pa per inserirla nel Milleproroghe

di Giorgio Pogliotti

Smart Working: "Meta' delle aziende vorrebbero tenerlo"

2' di lettura

Una nuova proroga è in arrivo per i lavoratori fragili e per quei lavoratori che hanno figli fino a 14 anni di età, nel pubblico come nel privato: la misura è allo studio del Governo, conferma il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, e potrebbe entrare nel prossimo decreto Mille proroghe per favorire la prevenzione dalla diffusione da contagi Covid nei luoghi di lavoro.

Come è noto a fine anno scade per queste due categorie di lavoratori il diritto al ricorso al lavoro agile e il Governo è orientato ad intervenire, una decisione finale sarà presa nei prossimi giorni: è in corso un’interlocuzione con il ministero della Pa.

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Sono quasi 3,6 milioni gli smart workers

In virtù della norma in scadenza a fine anno viene garantito l’esercizio del diritto allo smart working a lavoratori fragili e con figli under 14 anni, salvo che le mansioni che svolgono non siano del tutto incompatibili con il ricorso al lavoro agile. Nel frattempo molte imprese hanno raggiunto accordi aziendali con i sindacati per diciplinare il ricorso allo smart working, prevedendo generalmente 2 o 3 giorni di lavoro da remoto, alternati con giornate in presenza.

Smart working: piu' tempo libero, ma aumenta stress

Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano in Italia quest’anno si contano 3 milioni e 570mila smart workers, le previsioni sono di una leggera crescita nel 2023 per raggiungere quota 3 milioni e 630mila. La pandemia ha provocato una brusca accelerazione del ricorso al lavoro agile, considerando che prima dell’emergenza Covid lo smart working riguardava poco più di 500mila lavoratori e durante il lock down si è raggiunto quota 6,5 milioni.

Inapp: per il 66% dei datori il lavoro agile incrementa la produttività

Un report dell'Istituto per l'analisi delle politiche pubbliche con oltre 15mila interviste ad occupati e a 5mila unità locali/imprese del privato extra agricolo ha fotografato opportunità e nodi critici, sfatando alcuni luoghi comuni: per il 66% dei datori di lavoro intervistati il lavoro agile incrementa la produttività e consente il risparmio dei costi di gestione degli spazi fisici, in particolare per le piccole imprese. Per il 72% dei datori di lavoro lo smart working aumenta il benessere organizzativo e migliora l'equilibrio vita-lavoro dei dipendenti. Le criticità per i datori sono di tipo organizzativo: non si facilitano i rapporti tra colleghi e responsabili, e servono nuovi modelli di leadership. Per i lavoratori, gli svantaggi sono soprattutto l'aumento dell'isolamento e dei costi fissi.

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