L'iniziativa

Smartland, al via il roadshow dell’innovazione

Parte il viaggio per raccontare le eccellenze di prodotto e di processo del territorio: Lombardia al top con 500 start up nel 2019. Appuntamento a Castellanza il 29 gennaio. Fontana: da qui le idee per nuove strategie. Bonometti: antidoto alla cultura anti industriale

di Luca Orlando

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Lo stabilimento Leonardo di Venegono Superiore (Varese) dove si produce il velivolo d' addestramento M-346

Parte il viaggio per raccontare le eccellenze di prodotto e di processo del territorio: Lombardia al top con 500 start up nel 2019. Appuntamento a Castellanza il 29 gennaio. Fontana: da qui le idee per nuove strategie. Bonometti: antidoto alla cultura anti industriale


3' di lettura

La stampante 3D più grande al mondo. Le schede di test che certificano la bontà dei telefonini dei big mondiali. E poi i sensori mems che hanno rivoluzionato l’Ict oppure il programma elicotteristico mondiale di maggior successo, i componenti che viaggiano sulla Tesla lanciata verso Marte. Da Camozzi a Technoprobe; da Stmicroelectronics a Leonardo, passando dalla piccola Spm a ridosso del Lago Maggiore, sono numerosi i primati delle aziende della regione in termini di capacità innovative. Un quadro ormai consolidato che trova tuttavia linfa aggiuntiva dal “basso”, con l’ingresso di nuovi attori sul mercato. Uno al giorno, qualche volta anche due.

Sono infatti più di 500 le start-up che nel corso del 2019 hanno avviato la propria attività in Lombardia, portando il totale a ridosso di quota 3mila e rafforzando il già robusto primato della regione, che arriva ora a “spiegare” poco meno del 27% del totale nazionale, due punti in più rispetto all’anno precedente. Solo un tassello, per la verità, all’interno di un quadro più ampio. Che vede più laureati, Università che scalano le classifiche nazionali, un’alta produttività della ricerca. Con le ultime rilevazioni sull’attività innovativa della Lombardia a evidenziare l’inserimento della regione in un percorso virtuoso. Perché se da un lato si conferma la leadership italiana (qui si concentra il 21% della spesa in ricerca e il 32% dei brevetti, a fronte di una popolazione che vale il 17% del Paese), è guardando al campo di gara allargato, al confronto con i principali motori d’Europa, che si scopre una riduzione dei gap. A cui si aggiunge un primato non banale: nei ranking internazionali le migliori università del territorio per la prima volta battono il Bayern e primeggiano in classifica. L’ultimo booklet Ricerca e Innovazione di Assolombarda esprime in effetti un quadro confortante, in cui la Lombardia può giocarsi alla pari la partita con i benchmark Ue: Baden-Wurttemberg, Bayern, Auvergne-Rhone-Alpes, Cataluna. Confronto comunque necessario, dando ormai per acquisito il primato nazionale economico sia negli indicatori macro che nei conti delle aziende. Delle 531 imprese eccellenti identificate nel premio Best Performance Award della Sda Bocconi, ad esempio, ben 197 sono lombarde. Evidenziare le best practice e mettere in luce i percorsi innovativi di successo in regione è l’obiettivo del roadshow “Smartland, la Lombardia del Futuro” organizzato dal Sole 24 Ore in partnership con Regione Lombardia, Confindustria Lombardia, Ubi Banca e Fondazione Fiera Milano, percorso che prende il via il 29 gennaio da Castellanza per terminare a ottobre a Milano. «L’anno 2020, 50 anni dopo la nascita della Istituzione regionale - spiega il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana - è momento opportuno per una riflessione strategica. La Lombardia è sinonimo di memoria - mai però in chiave nostalgica - e contemporaneamente, proiezione verso nuovi traguardi, sempre evitando che qualcuno resti indietro. Questo è certamente il senso del viaggio di “Smartland” che alla sua conclusione ci consentirà di fare sintesi delle esperienze raccolte e mettere nero su bianco un piano strategico condiviso che guarda ai prossimi 30 anni. Un vero e proprio “Libro Bianco 2050” sul futuro di una Regione che si mette a disposizione del Paese». «L’intero nostro sistema - aggiunge il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti - ha aderito convintamente a questo roadshow. Viviamo una fase storico-politica in cui c’è forte bisogno di un racconto positivo dell’industria italiana che contrasti la cultura anti industriale che permea la nostra società, a partire dai livelli più alti della politica e delle istituzioni. Lo faremo mostrando l'innovazione, la sostenibilità e l’attitudine al cambiamento delle imprese lombarde. In secondo luogo c’è una forte volontà da parte delle imprese, di concerto con le istituzioni regionali, di raccontare un modello caratterizzato da istituzioni, attori economici e università che lavorano in sinergia per il bene comune e il benessere di tutti i territori. Un modus operandi che farebbe bene anche al resto del Paese». «Intendiamo sostenere questa iniziativa molto attivamente - sottolinea Frederik Geertman, Vice Direttore Generale e Chief Commercial Officer di Ubi Banca - perché tocca un territorio dove sono insediate numerose imprese la cui capacità di innovare ha rappresentato un modello per il Paese e ha consentito al sistema produttivo italiano di avviare un percorso nuovo volto alla crescita». «Nel 1920 - spiega il presidente di Fondazione Fiera Milano Enrico Pazzali - la prima Fiera di Milano dava vita a quella che, soprattutto per le Pmi, è diventata una vetrina indispensabile. Cento anni durante i quali Fiera Milano è diventata un efficace strumento di politica industriale e territoriale per tutte quelle realtà che non avrebbero altrimenti le risorse interne per poter emergere anche nei mercati internazionali. Futuro e Innovazione sono le parole d'ordine che da sempre contraddistinguono l'operato di quanti espongono nei nostri padiglioni».

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