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Smartphone: ecco il Mi Mix 2S di Xiaomi. Riuscirà “poco riso” a battere la “mela”? 

di Luca Tremolada

Il Mi Mix 2

2' di lettura

La traduzione del nome cinese di Xiaomi dovrebbe essere qualcosa di simile a “poco riso” o “una manciata di riso”. Sarebbe divertente se la prossima “next big things” della telefonia mobile fosse porprio lei, il piatto popolare cinese contro il simbolo del design californiano. In realtà è presto per divertirsi. Il Mi Mix 2S lanciato ieri anche sul mercato italiano non è paragonabile a iPhone X ma solo perché giocano partire diverse. Non ci trovi nulla di diverso dai normali Android di fascia medio-alta ma a convincere oltre alla dotazione tecnologica è il prezzo di 499 euro. Circa la metà di un telefono di prima classe.

Smartphone: ecco il Mi Mix 2

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Durante l'evento ieri , Xiaomi ha annunciato la disponibilità degli smartphone Mi MIX 2S e Redmi Note 5 (199 euro), oltre al Mi Electric Scooter, un prodotto IoT.
Grazie alla partnership globale con CK Hutchison, siglata a maggio, Wind Tre propone nei propri negozi in Italia gli smartphone Xiaomi Mi MIX 2 e Redmi 5 Plus. Anche i dispositivi IoT saranno disponibili prossimamente nei punti vendita Wind e nei 3 Store.

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La prova. Dopo una settimana di prova è davvero difficile trovare un motivo valido per sentirsi dei minus habens o comunque meno efficienti rispetto a chi spende oltre mille euro per uno smartphone. Il punto è proprio questo. Questa nuova generazione di smartphone made in China sembra aver trovato un giusto compromesso quello che ci si aspetta da un cellulare e il valore di utilità. Tra il prezzo e le performance, per dirla in altro modo. Mi Mix 2S non entusiasma ma è un telefonino solido, veloce ed elegante anche grazie al dorso in ceramica. Dotato di funzionalità AI-enabled, tra cui quelle della fotocamera e dello sblocco con riconoscimento facciale. Forse non ha senso metterli anche solo sullo stesso tavolo con la famiglia Galaxy o quella di Apple. Forse in questi mesi di crisi dei telefonini andrebbero analizzati come categoria a sè. E forse proprio per questo potrebbero superare indenni questa probabile crisi della telefonia mobile.

Cosa ci è piaciuto. L’interfaccia è minimal ma non spartana. Le prestazioni sono all’altezza (dentro c’è uno Snapdragon 835 e 8 GB di RAM) di uno smartphone più costoso. Il display da 5,9 pollici con gli angoli arrotondati, non è più così borderless come il modello precedente ma è più rifinito: offre la visione a 18:9 e ha un sensore di prossimità. Convince anche la solidità e la struttura di questo cellulare senza troppi fronzoli ma essenziale. Poi la connessione Lte è ottima. E poi non ultimo il prezzo: 499 euro (599,9 se vuoi 128 Gb di memoria).

Cosa non ci è piaciuto. Il peso non è dei più contenuti, del resto la ceramica non è leggerissima. La memoria non è espandibile e non c’è la porta per il jack audio ( ha la Type C). Non c’è come nel passato la porta a infrarossi e ha pochissimi effetti da Youtuber nella fotocamera. Il che non è malissimo. Ma diciamo che il punto debole è la mancanza di opzioni legate al comparto fotografico. Le foto sono belle ma si gioca con il telefono un po’ rispetto agli altri.

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